La Nuova Sardegna

mozione di sinistra sarda

Debiti delle aziende con Equitalia: «Congelarli 3 anni»

CAGLIARI. Per dare ossigeno alle aziende sarde che hanno un contenzioso in atto con Equitalia il debito va congelato per tre anni, in modo da allungare i tempi del pagamento delle rate rispetto agli...

27 maggio 2014
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CAGLIARI. Per dare ossigeno alle aziende sarde che hanno un contenzioso in atto con Equitalia il debito va congelato per tre anni, in modo da allungare i tempi del pagamento delle rate rispetto agli otto mesi attuali. Non solo: la riscossione dei crediti va fatta da un’agenzia regionale per il fisco che accentri e snellisca anche gli eccessivi controlli burocratici ai quali vengono sottoposti gli imprenditori.

È la proposta dei due consiglieri regionali di Sinistra Sarda, Fabrizio Anedda e Alessandro Unali (gruppo misto), che con una mozione intendono impegnare la giunta a intervenire immediatamente per modificare l’attuale regolamento. «Il carico fiscale degli inadempienti può lievitare nel tempo fino a raggiungere due o tre volte la cifra non pagata – afferma Fabrizio Anedda –. E in più c’è il diritto di riscossione di Equitalia del 9%. L’Agenzia delle Entrate ha un budget da rispettare e, pressata dall’esigenza di raggiungere gli obiettivi e realizzare incassi, infierisce sui più deboli». Secondo Alessandro Unali, quello proposto «è un provvedimento assolutamente e facilmente realizzabile, e darebbe una grande mano alle nostre tante piccole aziende».

«Per coinvolgere la Sardegna nella ripresa – prosegue Unali – abbiamo bisogno di una mobilitazione generale delle risorse materiali e umane, del coinvolgimento dei vari comparti economici e, in particolare, di quello delle piccole e medie imprese che sono sempre state la spina dorsale della nostra economia». A margine della presentazione della mozione Unali è tornato sull’esclusione di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, i partiti della Sinistra Sarda, dalla giunta regionale: «Non siamo di certo andati col cappello in mano a chiedere un assessorato, però al presidente abbiamo chiesto di rispettare alcuni principi sull’organizzazione pratica di enti e assessorati, ma sicuramente non siamo entrati nel meccanismo della spartizione. Non ne abbiamo discusso neanche nel vertice del centrosinistra. È anche vero, poi, che c’è una parte della sinistra che preferisce star fuori da ruoli amministrativi diretti, in quanto non condivide un’impostazione politica troppo centrista».

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