La Nuova Sardegna

sanna confermato presidente

Coop sociali: «Così aiutiamo a creare il welfare anticrisi»

di Stefano Ambu

CAGLIARI. Il nuovo welfare anticrisi per aiutare genitori separati, cassaintegrati, lavoratori precari e fragili. E per recuperare i simboli di quel benessere che non c'è più: fabbriche o alberghi...

28 maggio 2014
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CAGLIARI. Il nuovo welfare anticrisi per aiutare genitori separati, cassaintegrati, lavoratori precari e fragili. E per recuperare i simboli di quel benessere che non c'è più: fabbriche o alberghi che da anni non producono più niente o non ospitano nessuno. È la strada tracciata da Federsolidarietà-Confcooperative durante la assemblea regionale di ieri con la conferma al timone del presidente Francesco Sanna.

Lavori che, più che un consuntivo degli ultimi quattro anni, sono serviti a impostare le linee d'azione del futuro. A partire da quelle forme di assistenza non ancora messe a fuoco o “coperte” dalle istituzioni. Quelle che riguardano i nuovi rischi sociali accelerati e rafforzati dalle difficoltà economiche degli ultimi anni. Un'azione non solo sulle persone, ma anche sulle “cose” del territorio: «Incontrare gli altri soggetti che vivono le comunità – ha spiegato Francesco Sanna – è necessario per recuperare opportunità come beni comuni, ambientali, ma non solo. Pensiamo a tutte le cattedrali nel deserto come le fabbriche ormai chiuse in Sardegna». E in questo senso potrebbe risultare strategica anche con gli architetti, soprattutto per una rilettura dell'abitare basata su risparmio economico e ambiente. Sono le nuove frontiere della cooperazione sociale: alleanze non solo con gli enti locali ma anche con imprenditori, associazioni religiose non profit, banche o agricoltori. Insomma, una strategia più ampia. Che non dimentica la stretta collaborazione con i Comuni, suggellata da un'intesa siglata nei mesi scorsi con Anci Sardegna.

Un altro tema forte è quello del badantato, un fenomeno, spiega Federsolidarietà, non ancora normato. «In questi anni – è stato spiegato durante i lavori – abbiamo assistito a una forte crescita: 12 miliardi di spesa, 15mila badanti assunte direttamente dalle famiglie, spesso senza regolari contratti, nella maggior parte dei casi prove di formazione almeno basilare. La cooperazione sociale dovrebbe iniziare a occuparsi di questa tipologia di prestazione attraverso modalità collettive e concordate».

Cooperative sociali che guardano con fiducia alla riforma del governo sul terzo settore. Con la possibilità ad esempio di incentivi la libera scelta delle imprese sociali da parte dell'utente. Magari con detrazioni fiscali o voucher: una proposta anche contro il lavoro nero nelle collaborazioni domestiche o nelle assistenze personali. Molte aspettative anche per l'attuazione delle procedure per l'assegnazione del 5 per cento del valore degli appalti per i servizi che gli enti possono affidare direttamente alle coop sociali o attraverso gare d'appalto dedicate.

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