La Nuova Sardegna

Forza Italia va all’attacco: battuti dal populismo del Pd

di Luca Rojch
Forza Italia va all’attacco: battuti dal populismo del Pd

Pietro Pittalis: potevamo fare meglio, ma abbiamo eletto un europarlamentare Antonello Peru: serve nuova linfa, in alcuni Comuni è stata una debacle

28 maggio 2014
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SASSARI. Superati dal bonus Renzi. Una beffa per i cavalieri azzurri. Messi all’angolo da una mossa che ha un po’ il sapore di una trovata berlusconiana. A sostenerlo, ma sottovoce, sono i leader di Forza Italia. Dietro la disfatta elettorale del loro partito vedono gli 80 euro che il governo ha infilato dentro la busta paga di 10 milioni di italiani. Il partito precipitato nell’isola a un modesto 16,4 per cento ha bisogno di un intervento immediato. Ma nella tempesta del flop elettorale c’è una buona notizia.

Potere azzurro. Forza Italia riesce a piazzare nell’isola un europarlamentare, Salvatore Cicu. «È questo il dato positivo da cui dobbiamo partire – spiega il consigliere regionale Pietro Pittalis, uno dei big del partito nell’isola –. Segno che quando c’è l’azione coraggiosa e autorevole di un candidato forte gli elettori rispondono. Siamo ancora capaci di arrivare a grandi risultati». Cicu ha raccolto oltre 51mila voti nelle due isole.

Si parte dai Comuni. Sembra un paradosso, visto il disastro di Sassari, ma Forza Italia vuole ripartire dai Comuni. «Devono diventare la base da cui far rinascere il partito – spiega Antonello Peru, il più votato per Forza Italia alle ultime regionali –. Faccio l’esempio del mio Comune. A Sorso abbiamo trionfato. Una grande vittoria in un centro che sfiora i 15mila abitanti. Segno che dove lavoriamo con una lunga programmazione e con idee valide riusciamo ad arrivare a grandi risultati. Un’altra conferma la abbiamo da Golfo Aranci. Giuseppe Fasolino è stato rieletto con una specie di plebiscito. E ci sono tanti altri centri in Sardegna in cui abbiamo fatto un ottimo risultato».

L’autocritica. Ma Peru non nasconde le crepe nel suo partito. «È stata una debacle in molti comuni – afferma –. È inutile e stupido nasconderlo. Sassari è uno di questi. Il motivo è semplice, là non c’è stata programmazione. Abbiamo costruito la casa dal tetto. Abbiamo tentato di mettere insieme una squadra senza il lavoro alle spalle indispensabile per far crescere un gruppo motivato».

Ma Peru rimane ottimista. «Abbiamo le basi – continua –, lavoriamo per rafforzare il gruppo dirigente. Credo anche che ci abbia penalizzato il quadro nazionale. Il fatto che Berlusconi non abbia potuto fare in modo reale la campagna elettorale».

Il cavaliere dimezzato. La campagna elettorale con Berlusconi limitato nella sua azione diventa uno dei motivi principali del risultato modesto del partito. «Senza Berlusconi la campagna a livello nazionale è stata per noi penalizzante – continua Pittalis –. Dall’altra parte c’era un Renzi che in questi mesi ha promesso molto agli italiani. Ora lui e il suo partito, che hanno cannibalizzato anche gli alleati, si trovano ad avere una grande responsabilità politica. Il Partito democratico governa nei capoluoghi dell’isola, in Regione, a Roma. Alle Europee ha ottenuto un enorme consenso. Non potrà dare più colpe a Berlusconi o agli alleati, ridotti ai minimi termini».

Battuti da 80 euro. C’è una convinzione profonda nei leader del centrodestra. «È chiaro che a influire in modo determinante su questo voto siano state le promesse di Renzi – dice Peru – e in particolare gli 80 euro messi in busta paga. Una mossa che per ora ha pagato. Ma con le promesse non si va lontano». Anche Pittalis punta il dito contro l’azione del governo. «Renzi non può cavarsela con 80 euro – dice –, ma deve dimostrare in concreto le proprie capacità. Aspettiamo anche la giunta Pigliaru, che per ora si è distinta solo per la propria inerzia e per aver spostato i mobili della presidenza da un edificio a un altro».

In difesa dei sardi. «Soru ha detto che andrà in Europa a difendere l’euro – conclude Pittalis –. Forza Italia con Salvatore Cicu e i suoi rappresentanti andrà a Bruxelles per mettere la questione insulare al centro e difendere i diritti dei sardi. Per trovare nuove risorse e rilanciare la battaglia sulla zona franca. Ripartiremo da questo per rilanciare il nostro partito nell’isola. Forza Italia ripartirà dalla classe dirigente che in questo momento non è illuminata dai riflettori, ma cresce nei territori, negli enti locali, nei movimenti giovanili, nelle associazioni culturali e nel mondo del volontariato».

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