La Nuova Sardegna

Abbanoa è a un passo dal fallimento

Abbanoa è a un passo dal fallimento

Per il consulente della Procura è recuperabile soltanto il 10% dei crediti, i debiti sfiorano il miliardo

05 giugno 2014
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CAGLIARI. Abbanoa si trova in uno «stato di insolvenza conclamato» e i conti della società che gestisce il servizio idrico della Sardegna contengono «tutti i presupposti che la legge prevede per il fallimento». Un dato significativo: dei crediti per 589 milioni di euro dichiarati nella memoria consegnata al tribunale di Nuoro dall’avvocato Giuseppe Macciotta, secondo il consulente della Procura Giuseppe Aste soltanto una quota pari al dieci per cento sarebbe in qualche modo recuperabile. Come dire che detratti circa 60 milioni dal debito complessivo che grava sulle casse della società regionale, resterebbe un buco vicinissimo ormai al miliardo di euro che a giudizio del pm Giangiacomo Pilia renderebbe indispensabile il fallimento e il conseguente passaggio al tribunale dell’attività di controllo su Abbanoa. La decisione assunta dalla Procura di proseguire nell’istanza di fallimento avviata dal pm nuorese Andrea Schirra non è fondata soltanto sull’esito della consulenza tecnica: nel corso delle ultime settimane il pm Pilia ha sentito ancora una volta i sindaci e il revisore dei conti. Si è trattato di incontri circoscritti alla procedura prefallimentare, quindi del tutto al di fuori dal procedimento penale che viaggia su un canale parallelo. Fra gli altri, il pm ha sentito anche l’assessore regionale ai lavori pubblici Paolo Maninchedda, impegnato da due mesi in un tentativo quasi disperato di salvare Abbanoa dal tracollo finanziario. Nel colloquio col magistrato, Maninchedda ha fatto riferimento al miglioramento del rapporto di indebitamento con le banche e alla possibilità di una radicale ristrutturazione del debito, con l’intervento successivo di un fondo che garantirebbe l’anticipazione dei ricavi sulla nuova tariffa. Abbanoa lavora infatti su tariffe non aggiornate, per quanto a giudicare dai rendiconti finanziari il problema della società regionale sembra essere l’esazione delle bollette, soprattutto quelle a carico degli enti pubblici. Ma il lieve miglioramento del saldo con gli istituti di credito, è la valutazione della Procura, non influisce sulla valutazione complessiva dello stato finanziario di Abbanoa, che rimane fortemente critico.

Il giudizio finale però spetta al tribunale: l’8 luglio sarà il giudice Vincenzo Amato, valutato il dossier trasmesso dalla Procura e gli atti istruttorii contenuti nel fascicolo - con Abbanoa si è schierata anche la Regione, attraverso l’ufficio legale - a stabilire il prossimo passo della procedura. Amato dovrà chiarire anche il secondo aspetto della vertenza: se per le procure di Nuoro e di Cagliari la società concessionaria del servizio idrico è soggetta alle norme del diritto fallimentare e può quindi fallire come qualsiasi altra azienda, la difesa di Abbanoa e della Regione sostengono con forza il contrario. Per due ragioni: la società di viale Diaz fornisce ai cittadini un servizio essenziale, che non può certamente essere sospeso. Ed è legata a filo doppio con la Regione, un ente pubblico esterno a qualsiasi ipotesi di fallimento. Su quest’aspetto la giurisprudenza è variabile, un dato però è certo: la Regione ha intrapreso anche di recente azioni esecutive contro Abbanoa per recuperare crediti inevasi. Se fosse vero che Regione e Abbanoa sono la stessa cosa, si verificherebbe il paradosso di un ente pubblico che cita in tribunale se stesso.

Comunque vada gli utenti possono stare tranquilli: se la decisione del tribunale fosse il fallimento di Abbanoa, il servizio idrico resterebbe attivo. Le soluzioni possibili sarebbero la nomina di un commissario o di un collegio di commissari giudiziali, incaricati di mantenere in piedi la struttura e di affrontare tutte le pendenze finanziarie aperte nel corso degli ultimi anni. (m.l)

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