La Nuova Sardegna

In Consiglio

Fra Tirrenia e Regione il contratto va riscritto subito

Fra Tirrenia e Regione il contratto va riscritto subito

CAGLIARI. Gran parte del fatturato, compreso il finanziamento pubblico di 72 milioni ogni anno per la continuità territoriale marittima, Tirrenia lo produce con le rotte da e per la Sardegna. Eppure...

24 luglio 2014
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CAGLIARI. Gran parte del fatturato, compreso il finanziamento pubblico di 72 milioni ogni anno per la continuità territoriale marittima, Tirrenia lo produce con le rotte da e per la Sardegna. Eppure da sempre, quand’era pubblica e ora che è privata, la compagnia ha sede legale a Napoli e paga le tasse in Campania, intorno ai 22 milioni l’anno. È una contraddizione ma può essere sanata: la Tirrenia deve trasferire gli uffici in Sardegna. Da questa sorta di giustizia contabile e se si vuole anche storica parte la risoluzione approvata all’’unanimità dalla commissione Attività produttive del Consiglio regionale, presieduta da Antonio Solinas (Pd). Il cambio di sede non è solo una questione di bandiera, perché con una Tirrenia più sarda – è scritto nel documento – sarebbe anche più facile trattare la revisione del contratto che garantisce la copertura della continuità territoriale. Finora a sedersi al tavolo con l’armatore Cin (è la società privata proprietaria di Tirrenia) è stato sempre e solo lo Stato. C’è voluta una sentenza della Corte costituzionale per allargare il tavolo anche alla Sardegna e da oggi tutti sanno che per modificare la convenzione ora è necessario e indispensabile anche il parere della Regione. Rafforzata dal peso di questo riconoscimento, nella risoluzione la commissione chieda alla Giunta di «avviare con Tirrenia-Cin un negoziato (in parte già avviato), per ottenere quello che ora non c’è: un servizio di alta qualità e adeguato alle esigenze di sardi e turisti». Si sa che la compagnia marittima – dopo aver chiuso l’ultimo bilancio in passivo intorno ai 28 milioni, ha proposto alla Regione una bozza di revisione con – per farla breve – un rimescolamento di alcune rotte e tariffe più basse non solo a favore dei residenti ma anche di chi è nato in Sardegna. Preso atto della buona volontà di Tirrenia, accolta l’offerta, la Regione ha rilanciato con un accordo sperimentale di un anno. Per ottenere prezzi più leggeri nel trasporto merci, tariffe scontate per i residenti anche nelle rotte fuori dalla continuità territoriale, agevolazioni tutto l’anno per gli emigrati e l’assunzione di personale sardo, oltre al trasferimento della sede legale nell’isola. Ora la commissione del Consiglio ha voluto mettere sul tavolo un’altra carta pesante: «Il contratto può essere rivisto – è scritto nella risoluzione – a patto che la compagnia si impegni a incentivare i flussi turistici con tariffe promozionali». È una richiesta più che legittima: il prezzo dei biglietti – seppure senza i picchi di un recente passato – è da sempre la «palla al piede» per un’isola che vorrebbe vivere di turismo. «Serve subito un nuovo equilibrio», è la conclusione del Consiglio, con questo invito alla Giunta: «Riscrivere la convenzione per far crescere l’economia dell’isola». (ua)

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