Sardegna all’asta: da Serpentara al Sinis le occasioni speciali

La maggior parte delle piccole isole è da tempo nelle mani dei privati. Alcune sono sul mercato, anche se non sempre sembrano avere tanti estimatori

SASSARI. Sardegna all’asta. L’isola finisce all’incanto pezzo dopo pezzo. Terreni pregiati che sulla carta dovrebbero essere blindatissimi. Beni incedibili. Ma di fatto sono nelle mani dei privati, e in questi mesi sono stati rimessi sul mercato. Se per l’isola di Budelli, che lo Stato si è impegnato a comprare per tre milioni di euro, la telenovela sembra finita, c’è un altro arcipelago di isolette che è sul mercato.

Mal di Ventre. L’ultimo gioiello è finito all’asta su un sito internet specializzato nelle vendite di immobili di lusso. Magari con qualche maquillage di marketing. L’isola di Mal di Ventre è all’asta. Per comprarla bastano un milione e mezzo di euro. Sul sito Debutesq, che mette in vendita ville di pregio e terreni di lusso, l’isola viene descritta come un piccolo paradiso distante appena 130 miglia dalla Costa Smeralda. «200 acri di terra inabitati dal tempo dei Romani». Se si esclude l’assalto dell’indipendentista Doddore Meloni. Già perché chi la farà sua deve sapere che fa parte dell’area marina protetta del Sinis. Non solo non si può costruire nulla sopra, ma si rischia di non poterci mettere piede. In realtà il proprietario cerca dal 2007 di liberarsi della pregiatissima isola. Il nobile inglese lord Rex Miller ha messo in vendita Mal di ventre con un annuncio sull’International Herald Tribune. Ma senza successo. Rex l’ha ereditata dal padre, che l'aveva acquistata nel 1962 da un precedente proprietario genovese.

Il lord questa volta per vendere l’immobile si è affidato a una agenzia, che con grande fantasia l’ha avvicinata alla Costa Smeralda e ha ricordato che i 200 acri fanno parte di una area marina protetta. Che la rende più nobile, ma di fatto inutilizzabile. E forse anche per questo nessuno ha fatto una offerta.

Isole in vendita. Ma la lista della spesa si allunga a dismisura. Perché la maggior parte delle isolette che si aggrappano agli scogli della Sardegna sono nelle mani dei privati. E molte di loro sono sul mercato.

Serpentara. Davanti alle spiagge di Villasimius c’è l’isola di Serpentara. 134 ettari di granito inedificabli. Nessuno vuole lo scoglio che deve il suo nome alla forma allungata e sinuosa. L’isola è di proprietà di un privato e di una società immobiliare romana fallita. È in vendita, ma per tre volte l’asta è andata deserta. Anche perché il prezzo viene considerato proibitivo. 600 mila euro per un pezzo di terra su cui di fatto non ci si può fare più o meno nulla. Impossibile pensare di costruire qualsiasi cosa. La sua tutela ambientale è massima, visto che fa parte di un’Area marina protetta.

Difficile che qualcuno si faccia avanti. Il Comune di Villasimius ci ha pensato, ma non ha le forze economiche per acquistarla. L’unico che in qualche modo ha tentato di farla sua è l’indipendentista Doddore Meloni. Che come aveva fatto per Mal di Ventre, l’ha occupata dichiarandola stato indipendente. Con scarso successo.

Proprietà privata. La mobilitazione per salvare i lembi di terra alle spalle delle spiagge parte puntuale appena si materializza il pericolo che diventino proprietà esclusiva di qualche bizzarro milionario. Ma in pochi sanno che quasi tutte le isole sono già nelle mani di privati.

Tavolara. L’isola di Tavolara è per la maggior parte di proprietà della famiglia veneto-romana dei Marzano. Due piccoli appezzamenti sono ancora dei re di Tavolara, i Bertoleoni, e alcuni ettari sono stati espropriati dalla Nato, che ci ha fatto una base militare. Anche se le vere proprietarie dell’isola sono le capre, che la leggenda narra abbiano i denti d’oro.

Molara e Molarotto. Sono le due isole più piccole, accanto a Tavolara. Disabitate, fanno parte anche loro dell’Area marina protetta. Nulla si può costruire, e a parte qualche specie rara e migliaia di topi non ci abita nessuno. Entrambe le isole sono di proprietà della famiglia gallurese dei Tamponi. Nelle sue mani alcuni dei territori più belli della Gallura.

Mortorio. Anche lo scoglio che si trova poco distante da Porto Rotondo è nelle mani dei privati. Fa parte del Parco della Maddalena. E a scatenare la guerra in questo caso non è la volontà di costruirci qualcosa, ma la lotta che da anni va avanti tra la guardia costiera e i proprietari degli yacht. Mortorio è zona di riserva integrale. In realtà non ci si potrebbe neanche avvicinare. Ma nelle giornate di vento forte è uno dei pochi luoghi riparati. Gettonatissima dai diportisti che gettano l’ancora davanti alla spiaggia. E infrangono la legge. Gettonata anche dalla guardia costiera, che sanziona i diportisti che violano il divieto.

Le isole della Maddalena. A parte la notissima Budelli, da poco acquistata dallo Stato, ci sono altre isole che fanno parte dell’arcipelago, ma sono private. L’isola di Razzoli è quasi tutta del Demanio, tranne una fetta che è di proprietà di una società con sede a Cagliari. Una parte di Santa Maria è nelle mani dei privati, c’è anche una struttura ricettiva.

C’è anche l’isola di Santo Stefano che di fatto è divisa in tre. Da una parte le strutture militari, dall’altra il villaggio Valtur e una terza parte è di proprietà di un privato.

Per decenni a Santo Stefano c’è stata la base americana in cui venivano ospitati anche i sottomarini nucleari. A sorvegliarli le navi da guerra, ormeggiate con la prua rivolta verso l’isola di Caprera, il cuore del parco. A proposito l’isola di Caprera era di proprietà di Giuseppe Garibaldi.

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