La Nuova Sardegna

A Milis i resti di un bambino nuragico

Ritrovati da un team di archeologi nel sito di Cobulas-Cuccuru de is Zannas

31 agosto 2014
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MILIS. I risultati della campagna di scavi archeologici a Cobulas-Cuccuru de is Zanas, conclusasi a metà agosto, sono stati comunicati al pubblico durante un convegno tenutosi venerdì scorso dall’archeologo Giuseppe Maisola (responsabile degli scavi), Piergiorgio Scanu (Università di Sassari) e Alessandro Usai (responsabile della Soprintendenza per l’alto oristanese).

Le ricerche hanno consentito di evidenziare i momenti di vita, abbandono, ristrutturazione di alcuni settori dell’abitato e di riportare alla luce una grande quantità di frammenti ceramici, reperti metallici (oggetti in piombo, bronzo e ferro), residui di pasti e di macellazione, che consentiranno agli studiosi di ricostruire la vita e le abitudini e il contesto culturale ed economico all’interno del quale vissero le persone che abitarono in prossimità del nuraghe.

Uno dei dati inediti della campagna di scavi è il rinvenimento di una sepoltura del tipo ad "enchytrismos” (sepoltura in vaso) nella quale il defunto, in questo caso un bambino, veniva deposto dentro una grande anfora, opportunamente tagliata e poi ricomposta. La sepoltura ha restituito, oltre ai resti dell’inumato, un corredo costituito da vaghi di collana in pasta vitrea, un anello in bronzo e alcuni frammenti di corallo. «La tipologia dell’anfora – ha detto Maisola – ci ha consentito di datare la sepoltura al VI secolo d. C. Questo importante rinvenimento permette, quindi, di documentare l’impianto di un’area funeraria, la cui entità e le cui caratteristiche potranno essere meglio delineate nelle campagne dei prossimi anni».

Dagli scavi sono stati anche messo in luce gli strati più antichi dell’insediamento abitativo, con numerosi reperti fittili databili all’età del Bronzo recente.

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