Usini, la cantina incanta gli States
Nell’azienda di Giovanna Chessa si utilizzano ancora i metodi tradizionali
USINI. Passione, amore per la terra e gli insegnamenti preziosi di nonno Bernardo Chessa. Alle porte di Usini, nella vecchia tenuta familiare che Giovanna Chessa nove anni fa ha trasformato in un’azienda, il vino si produce ancora così: con i metodi di una volta e con la professionalità di chi ha deciso di valorizzare, e di farlo al meglio, i frutti del proprio territorio. «Ci vuole tanta passione certo - spiega la giovane imprenditrice che si sta facendo apprezzare anche fuori dei confini nazionali - ma per chi come me è cresciuto in mezzo alla vite è tutto molto più semplice». La vendemmia, che nella Azienda Vitivinicola Chessa inizierà i prossimi giorni, da queste parti si fa ancora con i sistemi tradizionali. «Faremo tutto manualmente - spiega Giovanna Chessa - servendoci del supporto di una trentina di lavoratori stagionali che si aggiungeranno alle cinque persone che lavorano in azienda in pianta stabile». A Usini, piccolo centro alle porte di Sassari in cui vivono poco meno di 4500 abitanti, le aziende che imbottigliano vino sono quasi una decina: se non è un record poco ci manca. E Usini è sinonimo di Cagnulari, un vino dal carattere scontroso e complesso che ultimamente si sta facendo apprezzare anche all’estero. Quello dell’annata 2010 della cantina di Giovanna Chessa lo scorso anno ha ottenuto un importante riconoscimento al Decanter World Wine Awards di Londra, aggiudicandosi la medaglia d’oro. «Sono state premiate anche le due annate successive - racconta con orgoglio l’imprenditrice - con l’argento e il bronzo, a dimostrazione che anche un vino come il Cagnulari, poco conosciuto fuori dal nostro territorio, se è fatto con cura e passione, può conquistare un numero sempre maggiore di estimatori». L’Azienda Vitivinicola Chessa ne produce circa 200 ettolitri l’anno: il 35 per cento viene distribuito nel circuito regionale, il resto tra la penisola, buona parte dell’Europa e gli Stati Uniti. «Negli Usa stiamo raccogliendo molti consensi - conclude Giovanna Chessa - siamo felici perché il nostro impegno viene apprezzato anche in un mercato così complesso». Merito della passione certo, ma soprattutto degli insegnamenti di nonno Bernardo. (l.f.)
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