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il caso

I Leoni di Venezia fuori dalle sale

I Leoni di Venezia fuori dalle sale

Nessuno dei due vincitori della mostra ha un distributore

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VENEZIA. Il piccione di Roy Andersson, Leone d'oro a Venezia (“Un piccione su un ramo che riflette sull'esistenza”) non ha una distribuzione italiana, il postino di Andrei Konchalovskij (“Le notti bianche del postino”), Leone d'argento neppure. I due film sul podio della Mostra del cinema sera restano, al momento, perché è è chiaro che qualcosa si potrebbe smuovere nei prossimi giorni, appannaggio dei privilegiati che hanno avuto l'occasione di vederlo. Il terzo premio, il Gran premio della giuria a “The look of silence”, sarà distribuito da una piccola società, la I Wonder. “Le dernier coup de marteu” di Alix Delaporte, il cui protagonista ha vinto il premio Mastroianni, per ora non arriverà nelle nostre sale. Così “Tales” dell’iraniana Rakhshan Banietemad, vincente per la sceneggiatura, idem per il Premio speciale della giuria, il turco “Sivas” di Kaan Mjdeci. Senza parlare delle altre sezioni. Si fa prima a dire quelli che usciranno in sala: stando ad oggi di tutto il palmares, solo “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo e il documentario di Oppenheimer sul genocidio indonesiano. Non è la prima volta che accade,ma rimarca il momento storico e avvalora una distanza siderale tra un festival e le sale, riproponendo il classico tema del film da festival che va aggiornato ulteriormente. «Non è un problema di domanda – dice il direttore della Mostra Alberto Barbera – perché il pubblico per questi film d'autore c'è eccome». Sono scelte miopi dei distributori.

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