La Nuova Sardegna

Il governo non spegne le centrali sarde

di Federico Sedda
Il governo non spegne le centrali sarde

Ancora per un anno sarà riconosciuto il “regime di essenzialità” per gli impianti che producono energia elettrica

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OTTANA. Ottenere la proroga dell’attuale regime di essenzialità per la centrali che producono energia nell’isola e in particolare per quella termoelettrica di Ottana per due anni o almeno per il 2015. Questo l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto a Roma al tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Un obiettivo in parte raggiunto, visto che la delegazione sarda è rientrata a casa con in tasca la disponibilità del governo a dare il via libera alla proroga dell’essenzialità per il prossimo anno. La decisione finale sarà presa nel corso di un incontro tecnico che si terrà alla fine di ottobre.

Un risultato per nulla scontato, vista la decisione della commissione Industria del Senato che, che nell’ambito dell’approvazione del decreto legge sulla competitività, ha mantenuto il regime di essenzialità solo per le centrali termoelettriche siciliane, escludendo in un primo momento quelle della Sardegna.

Il decreto, è ora all’esame della Camera che ha già accolto un ordine del giorno del deputato Roberto Capelli che impegna il governo ad applicare il regime dell’essenzialità anche alle centrali sarde.

Il provvedimento dovrebbe ora essere modificato in virtù della disponibilità del ministero a prorogare il provvedimento. La decisione finale spetta all’Autority per l’energia che dovrebbe dare le direttive a Terna, la società che gestisce la rete elettrica.

Al vertice, presieduto dal sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno partecipato l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, il presidente della provincia di Nuoro, Costantino Tidu, i rappresentanti della Confindustria Sardegna centrale e dei sindacati nazionali, regionali e territoriali di Cgil, Cisl e Uil, i sindaci di Noragugume e Bolotana e il vice sindaco di Ottana, i dirigenti del Consorzio industriale provinciale e il patron di Ottana Energia, Paolo Clivati. Sono stati esclusi dall’incontro, invece, i parlamentari Roberto Cappelli e Franco Luigi Cucca fatti allontanare dal tavolo di confronto in virtù di una circolare ministeriale che, dal primo settembre 2014, vieta ai parlamentari di presenziare alle vertenze sulle crisi aziendali. Immediata la protesta di Capelli che ha chiesto l’intervento della presidente della Camera, Boldrini. Al centro del confronto di ieri tra la delegazione sarda e i dirigenti del dipartimento del Mise per la politica industriale e la gestione delle crisi c’era la richiesta della conferma dell’essenzialità della produzione energetica di Ottana anche per il 2015 e, comunque, fino all’arrivo del metano in Sardegna. Una strategia che, oltre che per la centrale elettrica di Ottana, anello debole della catena energetica sarda, coinvolge anche le centrali E.On di Porto Torres ed Enel di Portovesme, escluse anch’esse dall’essenzialità, il regime che garantisce agli acquirenti prezzi ridotti e, quindi, esclusi da quelli di mercato. La risposta positiva del governo alla richiesta di proroga per la centrale di Ottana Energia dovrebbe aprire la strada a un risultato positivo anche per le altre centrali sarde. Il sottosegretario Claudio De Vincenti si è detto pronto a sensibilizzare il governo affinché Terna riconosca l’essenzialità anche per il 2015. La Regione ha chiesto, invece, la proroga per almeno due anni, in attesa di mettere a punto la strategia per l’arrivo del gas nell’isola dopo la rinuncia al gasdotto Galsi dall’Algeria. Per ora ci si dovrà accontentare della proroga di un anno. «Il Mise – ha dichiarato l’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras – ha riconosciuto le nostre ragioni. La questione dell’essenzialità è fondamentale per il tessuto economico e produttivo dell’isola e lo è soprattutto per le aziende della Sardegna centrale. La giunta ora velocizza il processo che porterà alla metanizzazione della Sardegna». Un processo essenziale per la rete energetica sarda e per la sopravvivenza del sistema industriale.

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