La Nuova Sardegna

Giorgio Vanni: «La mia musica al servizio dei cartoon»

di Fabio Canessa
Giorgio Vanni: «La mia musica al servizio dei cartoon»

Il re delle sigle delle serie animate sabato si esibirà in piazza d’Italia per il Sassari Cosplay

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Da ormai quindici anni è il re delle sigle dei cartoni animati. Autore e interprete di tutte le canzoni delle principali serie amate dai ragazzi e non solo: da “Dragon Ball” a “Naruto” a “Detective Conan”, solo per fare qualche titolo. Ancora prima delle puntate sono le sigle a rimanere nel cuore e nella mente degli appassionati. E se i quarantenni di oggi sono stati segnati dai brani dei Cavalieri del Re e quelli un po’ più giovani dalle canzoni di Cristina D’Avena, il loro successore può essere considerato Giorgio Vanni. Sabato sera, alle 21 in Piazza d’Italia, si esibirà con la band I figli di Goku per la quarta edizione della fiera Sassari Cosplay Comics and Games. «Adoro la Sardegna, sono molto contento e carico per questo concerto» spiega il cantante milanese che ha da poco pubblicato la sua ultima raccolta “Superhits, il meglio del meglio del meglio”.

Come si diventa autori delle sigle dei cartoni animati?

«Prima di tutto bisogna diventare musicisti, amare la musica nella sua completezza. Poi le vie della professionalità sono diverse e ti portano magari in un campo specifico».

Nel suo caso com’è andata?

«È stato fondamentale l’incontro prima con Max Longhi (compositore, ndr) e poi con l’autrice Alessandra Valeri Manera».

Qual è la prima che avete realizzato?

«La prima è stata quella di “Superman”, nel 1999».

Dopo sono subito arrivate quelle di grande successo: “Pokemon”, “Dragon Ball”...

«Tutte composte insieme a Max. Tranne quella di “Naruto” che è di Cristiano Macrì e “Rossana” cantata in duetto con Cristina D’Avena, composta da Franco Fasano».

Quella che si diverte di più a cantare?

«Dipende dal periodo. In questo momento mi piace molto cantare le sigle di “Beyblade” e “Diabolik”».

Le più richieste dai fan?

«Ultimamente chiedono molto “Oltre i cieli dell'avventura”».

Tra le tre sigle di “Dragon ball”, serie di grande successo che continua a essere trasmessa, quale piace di più?

«Ha molto successo, devo dire, “Dragon Ball GT”. Anche se la più conosciuta è “What's My Destiny Dragon Ball” che ultimamente abbiamo rivisto: un mashup con un pezzo molto famoso dei Pet Shot Boys, “Go West”. Un brano che fa parte del penultimo cd, “Time Machine”, dove abbiamo riarrangiato e ricantato anche delle sigle non nostre come “Goldrake” e “L'Uomo Tigre”».

Tra le prime e più amate serie giapponesi ad arrivare in Italia. Anche lei era un appassionato?

«Sì, sempre guardato i cartoni. Tutti quelli degli anni Ottanta».

Serie preferita?

«”Capitan Harlock”. Vorrei riproporre la sigla. Bellissima»

Ma come si lavora musicalmene alla sigla di una serie animata?

«Prima di tutto viene fornita una sinossi, la leggi e cerchi di individuare il genere adatto per la sigla. Guardiamo anche qualche puntata. Si cerca di creare un ritmo, una composizione che possa vestire al meglio la storia del cartone».

Che spettacolo si deve aspettare il pubblico a Sassari?

«Uno spettacolo non solo per i più piccoli, ma per tutta la famiglia. Le sigle riuniscono la famiglia: i genitori accompagnano i figli e si divertono. Ci saranno anche le videosigle sincronizzate mentre suoniamo».

Ci saranno tanti cosplayer. Cosa ne pensa di questo fenomeno?

«Tutto il bene possibile. Dà la possibilità di esprimere la propria passione e una grande creatività ».

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