La Nuova Sardegna

Meridiana, ora è dramma: 1600 dipendenti in mobilità

di Guido Piga
Meridiana, ora è dramma: 1600 dipendenti in mobilità

L’ad Roberto Scaramella: una scelta dolorosa ma obbligata per restare competitivi Entro giugno del 2015 gli esuberi saranno licenziati. A Olbia in 600 andranno a casa

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Una bastonata. Dura. Terribile. Poco valeva sapere che prima o poi sarebbe arrivata. Ieri sera il colpo ha fatto male. Malissimo. Come se nessuno fosse realmente pronto a riceverlo. A metabolizzarlo. Meridiana ha annunciato che 1634 dipendenti usciranno dall'azienda. Fuori dal giugno del 2015. Per sempre. Senza possibilità di tornare indietro. Senza trattative sindacali che possano invertire la rotta. Salvo accettare l’offerta di passare da Meridiana in Air Italy. Una proposta che arriverà a breve per un centinaio di loro.

1634 su 2040 in organico con contratto fisso. Il 71% dell'attuale forza lavoro della compagnia di Olbia. La città più penalizzata: 608 esuberi, il 37% dei tagli totali. 188 i dipendenti che perderanno il posto di lavoro a Cagliari, pari all'11% delle uscite. Non era mai successo prima. Né in Meridiana né nelle altre società dell'Aga Khan. Neppure ai tempi, gennaio 1991, dei primi licenziamenti collettivi in Costa Smeralda: un centinaio di esuberi, poi subito riassorbiti dal gruppo. Una ferita che durò pochi mesi. Qui è tutto diverso.

«L'avvio della procedura è un passo obbligato, seppure doloroso – scrive Roberto Scaramella, l'amministratore delegato della compagnia, al termine del cda che ha ufficializzato i licenziamenti –. Affrontare il problema dell’eccesso di capacità (di dipendenti, ndr) non è più rinviabile per recuperare rapidamente competitività».

La rotta è segnata. Anche se Scaramella - che ieri ha dato la notizia attraverso un comunicato stampa - fa capire che quella decisione era stata già presa nel 2011. Insieme ai sindacati. Quando fu firmato l'accordo “4 per 3”: quattro anni di cassa integrazione, tre anni di mobilità. E anche quell'intesa - sul modello di quella applicata in Alitalia - fu un fatto senza precedenti in Meridiana. Per arginare la crisi, non fu fatto ricorso ai contratti di solidarietà (“lavorare meno, lavorare tutti”), lo strumento che era stato utilizzato nelle crisi precedenti. Ben quattro in 10 anni: 1997, 2002, 2005, 2007.

No, fu indicato che alla fine di tutto la compagnia aerea sarebbe stata più piccola. Quasi come l'Alisarda degli esordi. Come meno aerei. Meno dipendenti. Perché tutti i tentativi di immaginarla diversa e più grande - dall'acquisizione di Eurofly a quella di Air Italy - erano falliti e quindi bisognava tornare all’antico. Anche perché l'Aga Khan non ne vuole più sapere di mettere dei soldi a fondo perduto: 350 milioni di euro negli ultimi cinque anni, ha contabilizzato ieri il cda. Senza contare quelli spesi prima. Anche perché - ha sempre spiegato la società, ma ieri non l'ha messo nel comunicato - ora Meridiana ha bisogno di un partner forte e per averlo è necessario avere i conti in regola e non perennemente in perdita. Ben 370 milioni di buco negli ultimi tre esercizi. E allora - secondo Karim e i manager - c’è solo una scelta: tagliare. 1478 lavoratori in Meridiana (compagnia aerea) più 156 in Meridiana Maintenance (hangar). In totale, 1634. Una botta. Tra questi, 262 piloti; 896 assistenti di volo; 320 dipendenti del terra; 156 tecnici. Olbia paga il prezzo più alto: 608 esuberi; poi Milano Malpensa (561), Verona (213), Cagliari (188) e altre sedi (64).

Perché - dice il comunicato dell'azienda - il problema è il costo del lavoro. «Che incide significativamente nei conti del gruppo, e in particolare di Meridiana fly, in quanto rappresenta il 25% dei costi totali, mentre la media delle compagnie aeree vede questo indice pari a meno del 20%». E, senza nominarla, l'azienda fa capire che è meglio puntare sull'altra compagnia. Su Air Italy. Un job posting (un’offerta di lavoro) starebbe per partire nelle prossime settimane: a circa 300 dipendenti verrà offerto di lasciare Meridiana per Air Italy. Un ricatto, l'avevano definito i sindacati. E ora?

Anche perché cambierà la flotta. L'azienda annuncia che alla fine del 2015 in volo ci saranno solo Boeing. Non più Md (10 in flotta), non più Airbus (5). Aerei per cui il personale di Meridiana - sardo di nascita o d'adozione - non è stato formato. Un'altra mazzata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’emergenza

Incendi, tre grossi roghi in poche ore: elicotteri in azione dal nord al sud

Le nostre iniziative