Castangia: «Nel Pd ora tocca ai giovani»
Il candidato civatiano lancia la sfida a Soru e ad Angioni: «Il segretario dei Democratici non dovrà avere altri incarichi»
CAGLIARI. Se il Pd è stato la somma delle due anime che lo hanno creato, Ds e Margherita, ora deve tornare a essere sintesi. Nella corsa a tre per la segreteria regionale, la sfida viene dal più giovane: Thomas Castangia: «Mi candido perché è arrivato il tempo che una nuova generazione si prenda cura della Sardegna». Una nuova generazione, ripete nella conferenza stampa di presentazione del proprio programma, e non un segretario: «La nuova classe dirigente non deve sentirsi migliore di quella che l’ha preceduta ma deve essere capace di guardare il mondo con uno sguardo nuovo».
E il nuovo, si sa, spesso è anche un ritorno al passato: «Occuparsi delle cose reali è il primo compito di un partito come il nostro». Castangia immagina un partito delle opportunità «che conservi la propria autonomia rispetto al governo nazionale». Un rapporto nuovo per i Democratici e anche per la Regione: «Il nodo fondamentale che il Pd e le forze progressiste sarde dovranno affrontare è quello della revisione del rapporto tra la Sardegna e lo Stato, da rapporto di dipendenza a rapporto di interdipendenza tra pari».
Tornare a un partito radicato sul territorio è una necessità dopo lo scollamento che si è registrato tra votanti e coloro che nelle ultime elezioni hanno scelto di non partecipare al voto: «La politica deve recuperare coerenza e chiarezza», dice Castangia, «e un partito non può parlare per il proprio ombelico».
La sfida generazionale diventa sfida personale su un punto: «Ho grande stima per gli altri due candidati, (Soru e Angioni, Ndr), ma loro hanno altri importanti incarichi istituzionali. Il segretario dovrà svolgere il compito a tempo pieno». Tra le proposte che arrivano dal Movimento “La Traversata” e dai giovani che sostengono la candidatura di Castangia c’è la separazione dei ruoli tra dirigenza del partito e incarichi istituzionale di pari livello o superiore.
Il Pd che nascerà dalle primarie del 26 ottobre - secondo Thomas Castangia - dovrà avere un ruolo guida anche per la Regione: «Abbiamo supportato il progetto di governo di Pigliaru. Ma il partito deve mettere in campo un processo di elaborazione politica e di coinvolgimento dei cittadini che sia di stimolo alla stessa Regione». Un esempio? «Sulla vicenda di Capo Frasca, Pigliaru ha preso una posizione forte, il partito avrebbe potuto sostenere con più forza quella posizione. Il Pd deve tornare tra la gente, coinvolgerla».
Ma nel progetto di Castangia che per il governo si ispira all’azione di Fabrizio Barca, c’è un nuovo modello di gestione territoriale: «Più dell’80 per cento dei Comuni ha solo il 35% della popolazione ma presidia i due terzi del territorio sardo. Mi chiedo se non conviene ripensare all’intero sviluppo della Sardegna partendo dalla salvaguardia delle zone interne e delle piccole comunità».
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