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il fronte sindacale

Piloti contro Karim «Per lui l’azienda è un giocattolo»

Piloti contro Karim «Per lui l’azienda è un giocattolo»

OLBIA. Un sindacato, la Uil, che se ne va da solo alla battaglia contro i licenziamenti (1634 su 2104) della compagnia aerea e dell’hangar di Olbia. Un altro sindacato, l’Apm (associazione piloti...

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OLBIA. Un sindacato, la Uil, che se ne va da solo alla battaglia contro i licenziamenti (1634 su 2104) della compagnia aerea e dell’hangar di Olbia. Un altro sindacato, l’Apm (associazione piloti Meridiana), che è l’unico ad attaccare l’Aga Khan per il quale «la compagnia è un giocattolo con cui non sa più giocare». Un gruppo spontaneo, Io sono un esubero Meridiana, che scende in campo invitando tutti a iscriversi a Cgil, Usb e Apm.

Difficile tenere insieme tutti e tutto, davanti al più grande piano di licenziamenti che Olbia abbia mai conosciuto. Difficile perché dentro il mondo Meridiana ci sono i piloti, gli assistenti di volo, gli amministrativi e i tecnici. In passato, mai troppo uniti. Ora, sperano i sindacati, il fronte deve essere comune. «Ci si salva e si costruisce tutto insieme», hanno scritto avant’ieri Cgil, Cisl, Ugl, Cobas, Usb e Apm. Le sei sigle hanno annunciato che chiederanno altri due anni di cassa integrazione in alternativa ai licenziamenti.

L'assemblea generale dei lavoratori, in un primo tempo prevista per martedì, è stata anticipata a lunedì. Nella stessa giornata si terrà il consiglio comunale aperto a tutti i sindaci del territorio e alle organizzazioni sindacali convocato dal sindaco Gianni Giovannelli. E proprio in quell'occasione sarà illustrata la linea che verrà fuori dall'assemblea con i lavoratori. La Uil, invece, ha un’altra strategia. Va avanti da sola. «Siamo assolutamente convinti che la cassa integrazione non possa essere il fine ma l'ultimo stadio di tutela – scrive Claudio Tarlazzi, segretario nazionale dei trasporti, in dissendo rispetto alle altre sigle –. Con questo vogliamo evidenziare la necessità di un confronto aperto con azienda e istituzioni, per troppo tempo rimandato, che dia la possibilità di misurarsi su proposte alternative a quelle dell'azienda».

Durissima l’Apm. Come mai prima. «Viene da chiedersi ove si nasconda quel Karim Aga Khan che fece spostare in sole 24 ore la pietra che segnava il confine della Costa Smeralda di qualche centinaio di metri solo perché alcuni costruttori non avevano rispettato “i criteri della Costa" – attacca il leader Sandro Spano –. Il Principe mal tollerava quella caduta di immagine. Ora gli splendori di un tempo si specchiano nella miseria generata da almeno un decennio di scelte manageriali folli. Oltre alla caduta di stile, si accompagna però un disastro economico nei conti. Se la Costa Smeralda era un progetto economico sociale, la famosa villa del fondatore, “la Cerbiatta”, era un gioco. Meridiana, adesso, viene messa da parte perché come tutti i giochi vecchi non riesce più a divertire, o forse perché il padrone non sa più giocare». (g.pi.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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