La Nuova Sardegna

Un’ecosistema di settanta ettari tra i più straordinari dell’isola

Genericamente inteso come lo stagno di Posada, il delta del fiume Posada è in realtà uno sistemi lagunari più belli e complessi della Sardegna e del Mediterraneo. Si estende parallelamente alla...

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Genericamente inteso come lo stagno di Posada, il delta del fiume Posada è in realtà uno sistemi lagunari più belli e complessi della Sardegna e del Mediterraneo. Si estende parallelamente alla spiaggia più volte premiata per la bellezza delle sue acque, dalla pineta di Orvile a nord dove il fiume sfocia in mare per buona parte dell’anno, sino alla foce a sud dello stagno Longu, il più vasto della laguna, in località San Giovanni. All’interno di questa vasta area, estesa per circa 70 ettari, si assiste a un reticolo di corsi d’acqua, accanto a una vegetazione che per la sua biodiversità attira l’interesse dei botanici. Ma soprattutto lo stagno ospita per buona parte dell’anno alcune tra le più importanti specie di uccelli migratori e non, come il fenicottero, l’airone rosso, il falco pescatore solo per citarne alcuni. L’alluvione del 18 novembre 2013 ha dato un duro colpo a questo straordinario ecosistema, quando una massa d’acqua imponente proveniente dalla diga di Torpé si è rovesciata sul fiume Posada e ha ridisegnato i confini della laguna. A meno di un anno di distanza la situazione è tornata gradualmente alla normalità, anche per le opere di salvaguardia che il Comune di Posada ha adottato, in particolare per quanto riguarda la protezioe del sistema dunale in prossimità della spiaggia e l’attraversamento con piccoli ponti sospesi sul corso d’acqua.

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