La Nuova Sardegna

“Girovagando” in città con gli artisti di strada

di Anna Sanna
“Girovagando” in città con gli artisti di strada

Il festival ha chiuso domenica dopo quattro intense giornate

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SASSARI. Partecipazione, incontro, conoscenza e dialogo: grazie a Girovagando, l’arte di strada che accoglie tutti, ancora una volta ha creato nuovi percorsi di crescita e condivisione. La diciassettesima edizione del festival internazionale di arte in strada si è chiusa domenica dopo quattro intense giornate di spettacoli, accompagnate da una grandissima partecipazione di pubblico che ha seguito gli artisti per le piazze e le vie del centro. Gli artisti hanno salutato la città domenica con l’ormai tradizionale picnic ai Giardini pubblici di via Tavolara, seguito dalle esibizioni delle compagnie nel pomeriggio.

Un momento condiviso con il pubblico, in perfetta linea con lo spirito del festival e ancora di più, in questa edizione, dedicata alle tante convivenze possibili che scaturiscono dall’incontro con l’altro inteso nel senso più ampio possibile: il migrante arrivato da un paese lontano ma anche i propri familiari o concittadini da sempre.

Il tema ha attraversato tutti gli spettacoli proposti dalle compagnie ospiti e dai padroni di casa di Theatre en vol, che ha curato l’organizzazione artistica del festival realizzato insieme all’associazione Girovagando. Dal viaggio sul bus Atp di “In/visible City” dei serbi di Dar Teater alla ciclopedalata in centro di “Ciclovagando” – per ribadire che una mobilità diversa e sostenibile è davvero possibile - fino ai giochi tradizionali realizzati ai Giardini pubblici dalla compagnia abruzzese Caimercati, con adulti e bambini uniti nel recuperare la dimensione del divertimento che ancora può e deve essere relazione vera. Quale posto più adatto agli incontri e agli scambi del mercato poi, spesso centro della città, dove si scambiano informazioni, storie, si chiede agli altri e a noi stessi “da dove vieni?” e “dove stai andando?”. Per questo il mercato vecchio della città è stato il set di “Habitat immaginari”, ormai appuntamento fisso di Girovagando organizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti.

Anche quest’anno protagonista è stato il centro storico, con le voci dei suoi abitanti raccolte dall’artista internazionale Ron Bunzl, creatore della “Voices of the City foundation”. Un lavoro di ascolto condotto insieme agli scenografi Edoardo Falchi e Claudia Spina che ha fatto parlare i vecchi e nuovi cittadini, esplorando le convivenze possibili nel centro storico dove su 7mila abitanti, 4mila sono immigrati. Voci della città che hanno riunito danza, musica, scenografia, coinvolgimento attivo del pubblico e soprattutto storie di chiusura e apertura, domande e speranza per una convivenza possibile e reale. La Royal Street Orchestra ha poi catapultato Sassari in una dimensione finalmente europea grazie alle note dei nove musicisti provenienti da background culturali e musicali differenti, dai Balcani alla Grecia e alla Turchia. Sonorità trascinanti che hanno fatto danzare il pubblico per le vie cittadine e in piazza Duomo durante il concerto “Convivenze”, sabato sera, con un incursione tra luci e sogno degli artisti di Antagon Theater Aktion, esseri vestiti di bianco arrivati da chissà dove. Diversi, certo, ma simili a noi nel desiderio di incontro e conoscenza.

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