Tracce di memoria La vita in un click
Menotrentuno, vince la fotografa russa Daria Tuminas Alle Cantine Surrau la mostra delle immagini selezionate
ARZACHENA. Tempo, vissuto, nostalgia, ricordo, attimo, traccia, percezione, simbolo, segno, sogno, click. Parole che affiorano dalle pagine del catalogo Menotrentuno, planano sulle fotografie, riemergono nella mente di chi guarda. La memoria è il tema dell'edizione 2014 di Menotrentuno – Giovane Fotografia Europea in Sardegna, rassegna curata da Sonia Borsato e Salvatore Ligios che ha portato nell'isola i lavori di diciassette autori, esposti in altrettante località della Sardegna. Milan Kundera: «la memoria non fa un film, la memoria fotografa».
Ma la memoria non è solo una fotografia, si basa sia sulle tracce che provengono dal mondo esterno, come sugli esiti dell'attività mentale, che poggia anche su cognizioni antecedenti. Così pure la fotografia forse non è soltanto una fotografia, “roba” fissata su un supporto per una relativa “eternità”, statica e immobile. E' un processo operativo, il risultato di un'attività mentale e esperienziale che vive e si trasforma in base alla storia di chi l'ha realizzata, di ciò che contiene (o non contiene), alla storia e al vissuto di chi guarda, al tempo trascorso dall'occasione dello scatto.
Un processo mentale e temporale appunto. Diciassette fotografi hanno così lavorato sulla suggestione del tema memoriale, costitutivo di ciò che è in se la fotografia.
Cinque tra loro, l'italiano Guido Gazzilli, la britannica Catherine Hyland, il sardo Gianmarco Porru, la russa Daria Tuminas e la polacca Ula Wiznerowicz, sono stati selezionati da una giuria composta da Felix Hoffman, curatore del C/O Berlin, dal lituano Mindaugas Kavaliauskas, fondatore del Kaunas Photo Festival, dalla caporedattrice dell'olandese “Foam Magazine” Elisa Medde, dal giornalista di fotografia Sandro Iovine e da Martino Demuro, presidente di Vigne Surrau, per la conclusione del percorso espositivo della rassegna con l'assegnazione del ricco premio Surrau Photo Win.
Toccata dalla fortuna una felice e incredula Daria Tuminas, trentenne con alle spalle studi di filologia e letteratura che, durante un lavoro di ricerca sul campo nell'ambito delle tradizioni popolari del suo paese, ha incontrato, in un remoto villaggio della Russia settentrionale, Ivan e Andrej, fratelli adolescenti.
«Non so spiegare perché ma ho deciso che volevo fare un lavoro fotografico su di loro– ha detto Daria – ed ora, anche grazie a questo premio, voglio continuare questo mio progetto. Sono naturalmente contentissima, anche perché un premio di cinquemila euro è un grande aiuto per me che, come chiunque si occupi d'arte e di fotografia, ho un grande bisogno di denaro. Sono però un po' a disagio, perché avrei in qualche modo preferito che tutti i finalisti ricevessero un premio. I lavori erano infatti tutti di grande qualità».
A chi scrive è molto piaciuto il lavoro di Gianmarco Porru, gioco estetizzante di mascheramento tra fiori e “fiere”, quasi “lezioso” nella sua smaccata bellezza, ambiguo ed efficace. Una selezione delle immagini realizzate dai cinque finalisti è stata presentata nell'occasione presso lo spazio espositivo delle Cantine Surrau e potrà essere visitata per tutto il mese di ottobre. Nel corso del prossimo anno 2015 gli stessi lavori verranno presentati in diverse capitali europee.
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