La Nuova Sardegna

Tirrenia sempre più sarda: la sede trasferita nell’isola

di Umberto Aime
Tirrenia sempre più sarda: la sede trasferita nell’isola

Da Napoli a Cagliari: nelle casse della Regione arriveranno 30 milioni di Iva

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CAGLIARI. Napoli, addio. Tirrenia ha scelto e deciso: la sede legale è da oggi trasferita in Sardegna, a Cagliari. Dopo 78 anni vissuti solo in Campania, a fine ottobre traslocherà al quarto piano di un palazzo, in via Sassari, con le finestre affacciate sul porto. Il cambio di residenza la Regione lo aveva chiesto a luglio e l’ha ottenuto in poco meno di due mesi. La Compagnia Italiana di navigazione, proprietaria della società dal 2012, s’era impegnata a soddisfare l’esigenza e ha mantenuto la promessa. Al primo consiglio d’amministrazione dopo l’estate, i soci di Tirrenia-Cin hanno votato all’unanimità il trasloco. A Napoli resteranno solo gli uffici operativi, a Cagliari saranno aperti quelli legali. Con un effetto immediato: dal prossimo anno, Tirrenia pagherà l’Iva in Sardegna, con un’entrata sicura nelle casse regionali di almeno 30 milioni ogni dodici mesi.

Operazione riuscita. Giustizia è fatta, hanno commentato in molti, a caldo. Perché è dagli anni Cinquanta che Tirrenia, prima pubblica e ora privata, mette assieme l’80 per cento del fatturato con i traghetti da e per la Sardegna, ma finora i sardi non ci avevano guadagnato. Anzi, solo perso molto come nella lontana e tremenda stagione delle «navi carretta», per fortuna non ci sono più, o in quella recente del «caro traghetti», anche questa forse archiviata o comunque limata dopo la revisione della convenzione sulla continuità territoriale marittima fra Regione e Tirrenia. È proprio a quel tavolo, anche se l’idea girava da tempo, che dal cilindro della politica e del marketing è saltato fuori il progetto del trasferimento della sede legale. Detto e fatto, in meno di sessanta giorni.

Evento mediatico. Per la giunta Pigliaru, il trasferimento della Tirrenia da Napoli a Cagliari è un’importante vittoria di tappa ma dovrà lavorare ancora molto per ottenere quanto potrebbe cambiare davvero storia e qualità dei trasporti marittimi. È ottenere il trasferimento pieno delle competenze e della cassa (lo Stato versa 72 milioni l’anno alla compagnia) del contratto di servizio. Il trasloco degli uffici è anche un ottimo affare per Tirrenia-Cin, impegnata come non mai a far dimenticare ai sardi e ai turisti i disastri del passato, quand’era un carrozzone dello Stato. La nuova Tirrenia ha cominciato con il rinnovo della flotta e poi s’è decisa a non fare follie con i prezzi. Quest’estate e per la prima volta nella sua storia ha assunto 60 marittimi sardi, mettendo fine al monopolio dei napoletani. Ora con la sede legale in Sardegna potrebbe aver fatto meta.

L’assessore. Per Massimo Deiana, il trasferimento di Tirrenia «è una notizia che definirei e lo dico senza enfasi, storica, che abbiamo atteso invano per decenni e adesso conquistato. Non ha solo un valore simbolico, ma genererà anche 30 milioni di entrate (l’Iva) per le casse della Regione». Per concludere così: «Anche questo è un altro segnale di attenzione e rispetto per la Sardegna».

L’amministratore. È soddisfatto e come non potrebbe anche il presidente di Tirrenia-Cin, Ettore Morace: «Sin dal nostro insediamento – la dichiarazione – abbiamo lavorato perché la Sardegna, nostra principale destinazione, avesse un ruolo centrale nell’organizzazione societaria. Era giusto e doveroso, lo abbiamo fatto».

La nuova convenzione. A luglio, come detto, Regione e Tirrenia hanno firmato l’accordo sperimentale che ridurrà le corse sulla Cagliari-Civitavecchia, da giornaliera diventerà trisettimanale, con in cambio prezzi speciali per i residenti. Hanno sottoscritto il blocco delle tariffe per il trasporto merci sulle linee per Genova, Livorno (con le corse aumentate da cinque a sei alla settimana), Livorno, Napoli e Civitavecchia. Infine, il biglietto residenti sarà garantito anche agli emigrati su tutte le rotte invernali ed estive. A ottobre il taglio del nastro per la convenzione riveduta e corretta, ora insieme a quello con cui sarà inaugurata la nuova sede legale.

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