In marcia per la pace: «Disarmare l’isola»
Domenica da Laconi a Gesturi in campo oltre cinquanta associazioni. Uda: «Via i poligoni e le basi»
LACONI. La marcia sarda della pace riparte dallo smantellamento di basi e poligoni. Lungo la strada che va da Laconi a Gesturi, nella giornata di domenica, migliaia di persone si ritroveranno insieme per rilanciare idealmente il "no" alle servitù militari. È la tredicesima edizione. Un percorso che in passato ha visto riunite oltre 50 organizzazioni di volontariato e promozione sociale. Stavolta lo slogan sarà "Per la pace disarma la Sardegna". Il motto non è stato certo scelto a caso. Soprattutto dopo le ultime manifestazioni promosse nell'isola contro il mancato ridimensionamento delle esercitazioni e della presenza dei soldati. In campo tantissime associazioni che si riconoscono nella Tavola sarda della pace: dalla Collina di don Ettore Cannavera alle tre confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, dalle Chiese evangeliche alle Acli, dall'Anpi a Emergency.
A Franco Uda, portavoce della "Tavola" e presidente regionale dell'Arci, il compito di elencare le tappe dell'iniziativa di domenica: «Al cine-teatro di Laconi alle 10 ci sarà prima l'assemblea per delineare il nuovo futuro possibile per la Sardegna. Poi, dopo pranzo, partiremo da Nuragus. E a Gesturi, dalle 17, ci saranno gli interventi dei rappresentanti delle diverse organizzazioni». Fra gli altri parleranno minatori del Sulcis, pastori, precari, delegati di sindacati e amministrazioni municipali. Seguirà un concerto aperto a gruppi e band che arriveranno un po' da tutta l'isola.
«Il nostro obiettivo resta quello di far smantellare le basi militari e cominciare le bonifiche – tiene a sottolineare Uda – Perché soltanto così si potrà riaprire la partita per arginare il dissesto del territorio e dare ai giovani nuove possibilità di lavoro proprio attraverso questi processi di risanamento ambientale».
L'edizione numero 13 della manifestazione è stata resa possibile ancora una volta dalla collaborazione offerta dai Comuni di Laconi e Gesturi. «Vogliamo che questa marcia – sottolineano i promotori – rappresenti per tutti un’altra tappa nel cammino di liberazione dalla guerra».
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