La Nuova Sardegna

La difesa: «Spese legittime, nessuno le rendicontava»

«Mai nessuno dal 1993 si era posto il problema di come e quando giustificare quelle somme»: l’ha sostenuto l'avvocato Silvio Piras in difesa di Beniamino Scarpa, ex sindaco di Porto Torres e...

1 MINUTI DI LETTURA





«Mai nessuno dal 1993 si era posto il problema di come e quando giustificare quelle somme»: l’ha sostenuto l'avvocato Silvio Piras in difesa di Beniamino Scarpa, ex sindaco di Porto Torres e consigliere del gruppo Misto nella XIII legislatura. La difesa ha cercato di smontare la tesi dall'accusa che contesta all'esponente politico ex sardista spese per 116 mila euro, compreso l'acquisto di una vettura: «L'auto non era utilizzata solo dalla moglie di Scarpa - ha spiegato il legale - ma da tutti i collaboratori, così come loro stessi hanno confermato in dibattimento». L'avvocato ha poi chiarito che la moglie dell'ex consigliere era anche collaboratrice del gruppo, dunque sarebbero lecite le spese sostenute con le carte di credito a valere sui fondi istituzionali. «Non si accettavano ricevute per le rendicontazioni - ha ricordato l'avvocato - Scarpa l'aveva chiesto all'inizio e così era stato detto a tutti. Dunque quanto meno non esiste un dolo intenzionale». Insomma secondo la difesa erano stati gli uffici stessi a non volere le pezze giustificative dai consiglieri regionali: «Le norme erano caotiche - ha concluso l'avvocato Piras, chiedendo l'assoluzione del suo assistito - molti consiglieri regionali hanno solo sbagliato. È dimostrato che Beniamino Scarpa per la sua attività in Consiglio abbia speso oltre 300 mila euro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Giallo

Sassarese trovata morta in un bed & breakfast, indaga la Procura – Cosa sappiamo

di Luca Fiori
Le nostre iniziative