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Operai e impiegati uniti dall’incertezza

NUORO. C’erano i metalmeccanici, ieri al teatro Eliseo ad ascoltare Landini, ma anche insegnanti, studenti, pensionati, lavoratori del pubblico impiego. Come Carla Zirottu, precaria della Provincia...

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NUORO. C’erano i metalmeccanici, ieri al teatro Eliseo ad ascoltare Landini, ma anche insegnanti, studenti, pensionati, lavoratori del pubblico impiego. Come Carla Zirottu, precaria della Provincia di Nuoro: «Siamo laureati e masterizzati, come si dice oggi, e viviamo nell’incertezza di non poter programmare il nostro futuro, per esempio avere un mutuo per acquistare una casa. Mi dicono: “dovresti accontentarti, almeno hai un lavoro”. Ma io rivendico il mio diritto a non accontentarmi».

Maddalena Casula, segretaria provinciale della Fiom Cgil, viene da Idea Motore, una realtà di Pratosardo che 10 anni fa era all’avanguardia e poi ha chiuso i battenti come tante altre. Chiede prospettive, come il riconoscimento del Nuorese quale “area di crisi industriale complessa”, così da attirare nuovi finanziamenti.

Strappa applausi anche Giacomo Cossu, universitario, quando parla della necessità di una lotta comune fra lavoratori e studenti, o l’emozione di Enzo Ligas, ex dipendente dell’Ila nel Sulcis, che da due mesi staziona con i suoi colleghi sotto il palazzo della Regione, senza sapere come andrà a finire. «Il Jobs act? È solo un ulteriore precarizzazione del lavoro», chiude il segretario regionale Fiom Mariano Carboni.

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