Cargo partito dalla Libia, resta il mistero

Il cargo Falkvag

Controlli a bordo della Falkvag da parte dei militari francesi. Incongruenze nella versione della Prefettura marittima

SASSARI. La Prefecture maritime del Mediterraneo cerca di raffreddare il "caso Falkvag", il misterioso cargo battente bandiera della Sierra Leone partito dalla Libia e intercettato mercoledì mattina al largo delle coste ogliastrine da navi da guerra della marina francese. Nella tarda serata di mercoledì, infatti, è stato diffuso da Tolone uno scarno comunicato con il quale le autorità francesi hanno cercato di ridimensionare la vicenda, solo poche ore dopo aver lanciato l'allarme su una "nave sospetta", la Falkvag appunto, partita dalla Libia e in navigazione a largo delle coste orientali della Sardegna.

«Conformemente al diritto internazionale del mare - scrive la prefettura marittima - un equipaggio della Marina nazionale ha proceduto a una verifica sulla nave sospetta. Questa visita ha permesso di constatare che la Falkvag non trasporta migranti». Giallo risolto, dunque? La Falkvag è solo un vecchio cargo (è stato varato nel 1958 in Norvegia) che trasporta un carico di materiale ferroso dal porto libico di Zuara a Marsiglia, con a bordo un equipaggio di cinque marinai ucraini? Apparentemente è così, tutto sarebbe cioè regolare. Già, ma solo apparentemente, perché sono proprio le dichiarazioni delle autorità francesi ad alimentare il sospetto che sia stata data una versione di comodo per "raffreddare" velocemente il caso e spegnere i riflettori dell'attenzione mediatica sul vecchio cargo .

Il primo dubbio nasce dall'identità delle navi che, secondo la prefettura marittima, sarebbero intervenute: il pattugliatore d'alto mare Enseigne de vaisseau Jacoubet e il rimorchiatore d'altura Abeille Flandre. Ma le autorità francesi sottovalutano le possibilità di verifica offerte dalle nuove tecnologie. La lettura dei segnali Gps smentisce infatti la versione ufficiale. Le unità da guerra che hanno seguito e intercettato la Falkvag sono infatti la fregata D643 Jean De Vienne e la portaelicotteri per interventi anfibi d'attacco L9013 Mistral.

Il rimorchiatore Abeille Flandre compare nello scenario del Tirreno solo in un secondo momento. E cioè intorno alle 2 del mattino, quando la Falkvag è quasi davanti alla base aerea di Solenzara, sulla costa orientale corsa. E in questo specchio di mare il cargo e le unità militari francesi restano praticamente ferme fino a mezzogiorno di ieri. Poi la Falkvag riprende la sua lenta navigazione verso nord, seguita a breve distanza dalla fregata D643 Jean De Vienne. E qui accade qualcosa di strano: mentre il rimorchiatore Abeille Flandre raggiunge il porto di Bastia, la portaelicotteri L9013 Mistral, scompare dagli schermi. Evidentemente spegne i transponder e diventa invisibile.

Altra stranezza: la prefettura l’altro ieri ha smentito categoricamente l’esistenza di un piano di navigazione della Falkvag per Marsiglia e poi ieri tranquillamente ha dichiarato che, «dopo il controllo, il cargo procede verso la sua destinazione iniziale, Marsiglia». Come se non bastasse, dice che la Falkvag sarà scortata dall’Enseigne de vaisseau Jacoubet e dal rimorchiatore Abeille Flandre. A parte il fatto che a seguire il cargo sono la D643 Jean De Vienne e la L9013 Mistral, resta da capire perché una nave giudicata in regola debba essere scortata da unità militari. E poi perché il comunicato della Prefettura marittima è datato 1 luglio se le tracce dei transponder dicono che la visita a bordo della Falkvag sarebbe avvenuta sicuramente dopo le 4 del mattino del 2 luglio?

E infine la rotta: perché la Falklag allunga incredibilmente il viaggio doppiando Capo Corso invece di passare nelle Bocche di Bonifacio?

Insomma, il giallo resta tutto in piedi. (p.m.)

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