Sardegna depredata, in tre mesi rubate nelle spiagge dell'isola oltre 5 tonnellate di sabbia

Un turista sorpreso con secchio e pala mentre ruba la sabbia dalla spiaggia di Cea

I dati registrati all’aeroporto di Elmas evidenziano un fenomeno preoccupante e c’è chi si arma di pala e secchio per portare via il suo ricordo della vacanza

ORISTANO. Cinque tonnellate in tre mesi. Chilo più, chilo meno è il calcolo della sabbia che ogni estate viene "rubata" dai turisti come souvenir delle spiagge sarde. Lo dimostrano i sequestri all’aeroporto di Elmas dal primo giorno di giugno all’ultimo di agosto. Senza considerare altri due aeroporti frequentatissimi, Alghero ma soprattutto Olbia, e cinque porti da cui ogni giorno salpano verso la Penisola migliaia di turisti e migliaia di auto.

La denuncia pubblica del fenomeno non è servita a cambiare le cose: a Elmas, spiegano gli addetti, i passeggeri continuano a presentarsi ai check-in ignari dei divieti e carichi di sabbia raccolta nel centro e nel sud della Sardegna.

Per provare a contrastare il fenomeno, gli steward di Elmas usano Facebook e la pagina “Sardegna rubata e depredata”. Le denunce fioccano. Oltre al frutto dei sequestri all’aeroporto, attraverso la Rete arrivano fotografie scattate in giro per le spiagge dell’isola che ritraggono clamorosi e maldestri tentativi di furto commessi, la maggior parte, alla luce del sole e senza nessuna remora.

Gli ultimi casi? Un uomo con pala e secchio fotofrafato sulla spiaggia di Cea (Bari Sardo). Mentre a Mari Ermi (Cabras) due turisti francesi, accompagnati da un interprete italiano, sono stati sorpresi a riempire un sacchetto con la spiaggia di quarzo bianco del Sinis. Sia a Cea che a Mari Ermi i "ladri" sono stati costretti a restituire sabbia e conchiglie alla spiaggia.

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