Eccellenze agroalimentari, l’isola saluta con la pasta

Ultima iniziativa sulle eccellenze enogastronomiche nel padiglione Cibus L’assessore Falchi: «Straordinario veicolo di promozione del territorio»

MILANO. La pasta è buona e fa bene. Lo hanno ribadito, ieri all'Expo, i relatori del congresso sul Pasta day, dal palco dell'auditorium di Palazzo Italia, a cominciare da Massimo Bottura, appena riconfermato migliore chef italiano. Lo hanno detto anche i relatori della tavola rotonda sui "Cibi per la salute dalla terra dei centenari”, organizzato dalla Regione nel padiglione Cibus di Expo in occasione della giornata mondiale della pasta. L'incontro ha chiuso le iniziative sull'agroalimentare organizzate dalla Sardegna all’esposizione universale. All’appuntamento era presente l’assessore all’agricoltura Elisabetta Falchi: «La pasta sarda tradizionale, ma anche quella commerciale trasformata sull'isola, possono rappresentare uno straordinario veicolo di diffusione per quei prodotti più difficili da promuovere, come il carciofo spinoso o lo zafferano. Il consumo di questi alimenti può essere fortemente favorito dalla rivisitazione in chiave contemporanea delle ricette tradizionali dei primi piatti della cucina sarda», ha detto la Falchi.

«La specificità della Sardegna, anche rispetto alle altre Blue zone (le aree con la più alta concentrazione di centenari ndr) – ha aggiunto l’assessore – è data dalla varietà della dieta alimentare tradizionale dell'isola, che non si basa sull'esclusivo consumo di vegetali ma include tutti gli elementi tipici di quella che viene comunemente indicata come la dieta mediterranea». Si potrebbe riassumere così il tema dell'incontro di ieri dove, ancora una volta, la ricerca e la scienza, illustrate nei numerosi interventi degli esperti, si confermano i migliori sponsor dell'eccellenza enogastronomica e agroalimentare della Sardegna.

L'iniziativa, moderata dalla giornalista Eleonora Cozzella, coordinatrice del sito L’Espresso Food&Wine e ispettrice della Guida ai ristoranti d’Italia del Gruppo L’Espresso, è stata introdotta dalle curiosità storiche e di costume sul cibo del giornalista gastronomico Pasquale Porcu. Testimonial d'eccezione Pietro Antonio Migliaccio, presidente della Società italiana di Scienza dell'alimentazione, che ha ribadito come «il vero segreto per un'alimentazione sana deve prevedere tutto», e che «i carboidrati sono essenziali, esattamente come le proteine di origine animale». Sui rischi delle mode nell'alimentazione e nella gastronomia si è concentrato anche l'intervento dello chef Claudio Sadler, che ha detto: «La cucina vive di mode, ma in questo periodo storico in cui c'è bisogno di certezze c'è un grande ritorno alla tradizione, c'è bisogno di coniugare la creatività con ciò che è tipico di un territorio».

Illuminante, sul piano scientifico, è stata la presentazione del progetto Cereal 14/20, elaborato dalle Agenzie Laore e Agris, dall'Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari e dall'Università di Cagliari con il supporto economico di Banco di Sardegna e Laore. A illustrare il lavoro il parassitologo Costantino Palmas, coordinatore del progetto, e la diabetologa Francesca Spanu, che segue gli aspetti clinici dell'indagine.

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