La Nuova Sardegna

Abbanoa, delibera dell’Authority in Procura

di Mauro Lissia
Abbanoa, delibera dell’Authority in Procura

L’Adiconsum: «Violazioni da valutare sul piano penale in attesa che si decida sui depositi cauzionali»

30 ottobre 2015
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CAGLIARI. La delibera del 22 ottobre con cui l’Ageesci - l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico integrato - ha annunciato l’avvio di un procedimento per l’adozione di sanzioni e prescrizioni nei confronti di Abbanoa è da ieri nelle mani del sostituto procuratore Giangiacomo Pilia, che ha chiuso l’inchiesta per tre fatti di abuso d’ufficio sull’ex amministratore Carlo Marconi e sul direttore generale Sandro Murtas ma è ancora impegnato in esami di testimoni e di documenti in vista di nuove contestazioni. I rilievi esposti dall’Autorità, conseguenza di una serie di ispezioni eseguite a dicembre del 2014, saranno esaminati dal consulente della Procura per stabilire se le irregolarità indicate nella delibera integrino profili penali. Sono diversi gli aspetti all’attenzione del pubblico ministero e riguardano in particolare la sovrastima degli immobili di proprietà di Abbanoa nell’area di Nuoro che avrebbe prodotto riflessi sul bilancio della società regionale e sulle tariffe imposte agli utenti. Su questo punto si prepara a muoversi ancora una volta l’Adiconsum, che da anni combatte una battaglia senza esclusione di colpi contro il gestore del servizio idrico e a favore degli utenti: «Quanto scrive l’Ageesci mi sembra piuttosto chiaro - avverte Giorgio Vargiu, il segretario dell’associazione - quando fa riferimento alla violazione di alcune disposizioni e all’erroneità delle informazioni sugli immobili trasmesse all’Autorità. L’elenco è lungo, basta leggere la delibera numero 492 per averne un’idea, non credo che queste violazioni possano passare inosservate e non sollevare l’interesse della magistratura ordinaria».

L’Adiconsum - è Vargiu ad annunciarlo - trasmetterà formalmente una copia della delibera Ageesci alla Procura di Cagliari - che l’ha già acquisita - ma le presunte violazioni messe in luce dall’Autorità potrebbero entrare subito nella causa che pende davanti al tribunale di Nuoro, nata dal ricorso dell’Adiconsum contro la decisione di Abbanoa di imporre un deposito cauzionale agli utenti. In primo grado, dopo il ricorso d’urgenza ex articolo 700 dell’associazione, il giudice ha respinto l’istanza cautelare dando ragione ad Abbanoa. Adiconsum però ha depositato un reclamo contro il provvedimento che è ora all’esame del tribunale collegiale. Nel frattempo la battaglia infuria e le interpretazioni delle pronunce pubbliche dell’Ageesci sono in forte contrasto: «Ho letto che Abbanoa, sorvolando su tutti gli altri rilievi contenuti nella delibera, è soddisfatta perché l’Autorità confermerebbe il diritto a esigere il deposito cauzionale dagli utenti - spiega Vargiu - in realtà è vero che l’Ageesci fa riferimento alla delibera 86 del 2013 in cui c’è il via libera al deposito cauzionale, ma appena una riga più in basso la delibera specifica che il gestore può chiederlo all’utente finale “all’atto della stipulazione del contratto di somministrazione” e non anche dopo anni, come sta avvenendo. Non mi sembra una precisazione casuale, di certo anche questo elemento andrà alla valutazione del tribunale, che peraltro è il solo a decidere sul punto».

L’ultimo richiamo è rivolto alla politica: «Non capisco come di fronte a questa sequenza di iniziative e di provvedimenti, dalla Procura all’Antitrust fino all’Ageesci, la Regione stia in silenzio e nei banchi del consiglio regionale nessuno si sia alzato per denunciare quanto sta avvenendo a danno dei cittadini sardi. E’ un silenzio inspiegabile, che prima o poi dovrà interrompersi».

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