Ganau: sì alle grandi riforme, ma non c’è bisogno di blitz
CAGLIARI. Il Consiglio regionale ha lavorato molto o poco nel 2015? La risposta del presidente Gianfranco Ganau (nella foto) non è da appassionato di numeri e tabelline, che conta le sedute (76)...
CAGLIARI. Il Consiglio regionale ha lavorato molto o poco nel 2015? La risposta del presidente Gianfranco Ganau (nella foto) non è da appassionato di numeri e tabelline, che conta le sedute (76) e somma le ore in aula (327, 40). Nulla di pitagorico, solo sostanza nella risposta: «Dall’inizio della legislatura, nel 2014, abbiamo approvato 66 leggi, 36 l’anno scorso. Credo che il confronto col passato debba essere fatto forse su questo e qui siamo in vantaggio di 17. Per il resto, meno stiamo in aula, meglio è. Il vero lavoro dovrebbe essere fatto dalle commissioni in via preliminare e le commissioni hanno lavorato bene». È cominciata con questo bilancio, preteso a forza, la conferenza d’inizio anno del presidente. Che poi ha ammesso: «Si può fare sempre meglio, ma dobbiamo dire che ci sono stati pesanti interventi della magistratura sull’interpretazione della legge elettorale e ancora oggi non sappiamo quale sarà la composizione definitiva. Sì, di questa incertezza il Consiglio ha sofferto». Fra un mese fra Cassazione e Corte dei conti dovrebbe arrivare la risposta decisiva.
Le riforme. «Nella stagione dei cambiamenti profondi – ha sottolineato – dovremmo essere più celeri. Ma non servono i blitz e neanche intaccare il percorso democratico. È indispensabile invece che sulle riforme ci sia una condivisione e non sempre c’è stata. Senza un’intesa come minimo in maggioranza, sarebbe auspicabile un dialogo anche con la minoranza, vuol dire che c’è un problema a monte ed è su quello che dobbiamo lavorare per evitare che le leggi siano riscritte in aula e il dibattito diventi infinito».
I rapporti con la Giunta. «Sono contrario – ha detto Ganau – all'introduzione dei decreti legge. Con l’esecutivo, i rapporti sono per forza conflittuale. Chi governa ha sempre un passo più veloce soprattutto se è chiamato ad affrontare le emergenze. Ma ripeto le prove muscolari sono inutili».
Tempi stretti. Impantanato sugli Enti locali, il Consiglio rischia di dover correre fra un mese. «In lista d’attesa ci sono la Finanziaria e subito dopo la Sanità. Poi arriveranno l’urbanistica e la Statutaria. Vogliamo mettere mano alla legge elettorale, quello che abbiamo non va bene, e dobbiamo riformare quella sui vitalizi agli ex consiglieri. Il lavoro non ci mancherà ma a fare la differenza sarà la qualità delle leggi».
Autonomia e Governo. «La specificità della Sardegna per ora non sembra in pericolo – ha concluso – ma la vigilanza deve continuare». E il giudizio su Renzi? «Spero mantenga gli impegni presi». Altrimenti? «Con il referendum anti-trivelle, abbiamo lanciato un segnale forte: se serve, le Regioni sono capaci di ribellarsi all’ingerenze e ai soprusi». (ua)
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