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Il ritorno di Ryanair, vertice ad Alghero

Il ritorno di Ryanair, vertice ad Alghero

Entro al massimo 10 giorni la Regione dovrà presentare alla compagnia irlandese un piano per convincere i vertici a non chiudere la base il 1° novembre

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SASSARI. Un occhio al calendario che cammina veloce, la certezza che il tempo stia per scadere. Ryanair non ha sciolto il verdetto su Alghero, entro una settimana o al massimo 10 giorni la Regione dovrà presentare alla compagnia irlandese un piano per convincere i vertici a non chiudere la base il 1 novembre. Il tempo è poco ma c’è ottimismo. Da parte della Regione e anche da parte del sindaco di Alghero Mario Bruno, che negli ultimi due mesi ha criticato più volte l’atteggiamento attendista del governatore Pigliaru e dell’assessore ai Trasporti Deiana.

«Ho piena fiducia nel presidente Francesco Pigliaru e nel lavoro che anche in queste ore viene portato avanti in Regione per predisporre un nuovo sistema di incentivi, in linea con gli orientamenti comunitari, per diversificare le rotte», dice Bruno. Che continua: «È una corsa contro il tempo, ma dobbiamo e possiamo farcela». Bruno ha convocato per lunedì 8 alle 16 ad Alghero, il cartello «pro Ryanair» costituito da sindaci, associazioni del sistema delle imprese e organizzazioni sindacali. Per Bruno, «superata la procedura europea di infrazione, rimangono le difficoltà legate alla società di gestione aeroportuale». A partire dalla privatizzazione, «rispetto alla quale non sono contrario a priori e non lo sono mai stato - precisa - ma in questa fase delicata occorre prima conoscere nei dettagli il piano industriale, le strategie e gli indirizzi di crescita dell'aeroporto».

Sulla vicenda privatizzazione interviene anche William Zonca, segretario generale Uil Trasporti. «La scelta di Ryanair di lasciare Alghero e la riduzione dei voli su Cagliari hanno pesato come un macigno sulla stagione estiva. L'assenza di un sistema e di un piano aeroportuale sardo, da noi sempre richiesto, crea sicuramente una situazione di stallo e di perdita dei livelli occupazionali. Occorre prendere atto che oggi la privatizzazione degli aeroporti non può essere il punto di partenza – aggiunge Zonca – infatti sarebbe un errore irrecuperabile privatizzare gli aeroporti di Cagliari e Alghero. Su quest'ultimo siamo in attesa di un incontro con la proprietà e la Sogeaal per prendere visione del piano industriale, che temiamo contenga tagli sui livelli occupazionali e uno sviluppo futuro incerto».

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