Agente morto, donate le cornee Oggi Bosa dice addio a Francesco

BOSA. Una vita segnata dalla generosità e dall’altruismo. Anche nel momento estremo, anche nel momento dell’addio: oltre al ricordo che rimarrà vivo nella memoria dei familiari, degli amici e dei...

BOSA. Una vita segnata dalla generosità e dall’altruismo. Anche nel momento estremo, anche nel momento dell’addio: oltre al ricordo che rimarrà vivo nella memoria dei familiari, degli amici e dei colleghi, di Francesco Pischedda, il poliziotto rimasto ucciso nel corso di un’operazione vicino a Colico, in Lombardia, rimarrà qualcos’altro. Qualcuno ritroverà o conserverà la vista grazie alle cornee donate dall’agente originario di Bosa. Non è stato possibile donare altri organi: le conseguenze della caduta dall cavalcavia sul corpo di Pischedda sono state devastanti. Questo pomeriggio, alle 15.30 nella storica chiesa del Carmelo, Bosa darà l’addio all’agente scelto della Polizia di Stato. Nella cerimonia funebre che si è svolta venerdì nella chiesa di Nuovo Olonio, il piccolo centro in cui il poliziotto viveva, gli amici e colleghi hanno ricordato la figura di questo giovane descritto da tutti come scherzoso e allegro. La salma del giovane di Bosa tragicamente deceduto a ventotto anni per le ferite riportate in una caduta dopo l’inseguimento a piedi e la colluttazione con un malvivente, è arrivata ieri notte dalla Lombardia, accompagnata dai familiari. Oggi a salutarlo, in una città listata a lutto, sarà l’intera collettività. Profondamente colpita e che si stringerà alla compagna e alla figlioletta di dieci mesi, al padre alla madre e alla sorella. Francesco ha vissuto la sua giovinezza a Bosa, dove vivono il padre e la madre.

Nella serata di giovedì insieme ai colleghi aveva inseguito in auto un furgone con a bordo tre persone. Il mezzo, dopo un incidente, era stato abbandonato dagli occupanti, che si erano dati alla fuga a piedi. Pischedda ha inseguito uno dei fuggitivi, riuscendo a raggiungerlo sopra un cavalcavia. Durante una colluttazione i due sono precipitati per una decina di metri da un viadotto. Immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale a Lecco, le sue condizioni però si sono aggravate e poche ore dopo è spirato per i traumi riportati nella caduta.

Proseguono intanto a pieno ritmo le indagini per giungere all'identificazione dei due uomini riusciti a fuggire dopo l'inseguimento. Due sospetti di nazionalità moldava nelle ultime ore erano stati sottoposti a una serie di accertamenti che hanno dato esito negativo. I colleghi hanno effettuato una comparazione delle impronte digitali che nel frattempo erano state rilevate a bordo del Fiat Fiorino rubato a Gorgonzola, intercettato nel Lecchese e poi inseguito dalla polizia stradale di Bellano fino al tragico epilogo. L'inchiesta sull'accaduto è condotta dalla Procura della Repubblica di Lecco.

Il giovane gravemente ferito, Florea Veaceslav, di 25 anni, di nazionalità moldava, è ricoverato in coma farmacologico all'ospedale di Lecco con fratture alle gambe e altri traumi. Non ha precedenti penali ed è in Italia da dieci giorni. Appena le sue condizioni dovessero consentirlo, verrà interrogato per risalire alle due persone con cui si trovava a bordo del furgoncino. Allo stato il moldavo verrebbe chiamato a rispondere di ricettazione del mezzo rubato e resistenza a pubblico ufficiale.

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