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«Continuità, più potere alla Regione»

«Continuità, più potere alla Regione»

A decidere cosa sia meglio per i sardi non è la Regione ma lo Stato: i soldi della continuità territoriale marittima arrivano dal governo centrale e le regole del gioco vengono stabilite in un tavolo...

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A decidere cosa sia meglio per i sardi non è la Regione ma lo Stato: i soldi della continuità territoriale marittima arrivano dal governo centrale e le regole del gioco vengono stabilite in un tavolo ristretto. Due accomodati – lo Stato e il vettore – mentre un terzo - la Regione - sbircia dalla finestra. Così sui 73 milioni che la Tirrenia gestisce con la finalità di garantire servizi migliori alla Sardegna (alla quale per ovvi motivi è riservata la fetta più consistente dell’importo) e alle altre regioni tirreniche, la Regione non può mettere il becco. Una situazione contestata da tempo e sulla quale è in atto un forte pressing nei confronti del Parlamento. Perché l’unico modo per cambiare le cose e dare più potere alla Regione è modificare la normativa che regola il contratto di servizio: solo in questo modo la Regione potrà avere potere decisorio e stabilire regole considerate più giuste. «L’unica possibilità per tutelare le esigenze dei sardi è scrivere un nuovo contratto di servizio – dice l’assessore regionale ai Trasporti Carlo Careddu (foto) – sino a quel momento dovremo subire decisioni di altri». Come quella, recentissima, del vicepresidente del gruppo Onorato: più qualità e non tariffe basse. Una iniziativa di valore esclusivamente commerciale che secondo la Regione non si concilia con le esigenze di un’isola che vuole poter viaggiare in nave a prezzi accettabili.

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