Zedda, la lady di ferro di FI: non chiamatemi quota rosa
di Luca Rojch
L’unica consigliera regionale del centrodestra parla delle Politiche: «Io sono a disposizione del partito. Ma in tanti meritano una candidatura»
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CAGLIARI. Non chiamatela lady Forza Italia. Alessandra Zedda è l’unico consigliere donna del centrodestra in Regione. Non fa molto meglio il centrosinistra, ne ha tre. Ma lei ha lo spirito combattivo di uno sportivo. In molti la indicano tra gli astri nascenti del nuovo centrodestra e la danno per candidata un po’ a tutto, da certissima parlamentare a presidente della Regione. Ma lei respinge qualsiasi incoronazione.
«No per carità – spiega –. Io do la disponibilità al mio partito, come ho sempre fatto, ma di certo non mi candido io a nulla».
Qual è il ruolo di Forza Italia oggi nell’isola?
«Deve ritrovare il suo ruolo leader. E sono sicura lo farà anche grazie al lavoro che abbiamo fatto in questi anni in Consiglio. Per le politiche dobbiamo ripartire dai nostri alleati storici. Udc, Riformatori, sardisti e indipendentisti. E a guidarci è la spinta che ci ha dato Berlusconi. Faccia il capitano o l’allenatore è lui il valore aggiunto».
Ma chi vedrebbe come candidato ideale?
«Abbiamo un’idea precisa. Ci sono tante persone valide che potrebbero essere candidate. Ma ci sono anche tanti sindaci e sindache che ogni giorno lavorano con competenza e attenzione. Ma possiamo guardare anche tra chi in passato ha rivestito cariche prestigiose all’interno delle istituzioni. Io per alcune cose sono conservatrice. Credo nei valori che vengono dall’identità nazionale e da quella sarda. Credo nella famiglia e nell’importanza della scuola. Credo anche che si debbano accogliere gli immigrati, ma con delle regole e con un piani precisi che abbiano valore europeo e nazionale».
Ma dove deve cercare voti il partito secondo lei?
«Di sicuro tra i delusi. Tra chi non è andato a votare. Sono loro il nostro obiettivo. Quelli che si sono allontanati dalla politica. Dobbiamo conquistarli con un programma chiaro. E Berlusconi ha idee precise su cosa fare. Dobbiamo spiegare ai nostri elettori perché andiamo a Roma e cosa vogliamo fare».
Donne e centrodestra.
«È vero sono l’unico consigliere donna del centrodestra, ma ora il Rosatellum darà maggiore rappresentanza anche alle donne. Per le donne sarà uno stimolo. Ma io sono dal 1994 che vado alla ricerca di ogni voto che prendo. Non mi sono mai sentita una quota rosa discriminata in politica. Da quando ho fatto il presidente di circoscrizione ho sempre lavorato in mezzo agli uomini. Ero l’unica donna su 11 uomini. E sono stata sempre eletta».
È difficile essere l’unica donna nel gruppo?
«No. Tutti mi dicono che sono la secchiona del gruppo. Apprezzano il mio pragmatismo. È nel mio spirito essere sempre collaborativa e aiutare gli altri. È una caratteristica che ho portato sempre dentro da quando facevo sport. Perché sono sportiva io faccio squadra».
Forza Italia ora è una squadra?
«Devo dire che noto un approccio differente si vuole dare valore alla meritocrazia. Si ragiona su valori, idee e progetti. Ho notato in questo periodo che tutti quelli che rappresentano il partito nelle istituzioni hanno voglia di provare a lavorare insieme, questa è una novità. Forse abbiamo fatto tesoro anche degli insuccessi elettorali».
«No per carità – spiega –. Io do la disponibilità al mio partito, come ho sempre fatto, ma di certo non mi candido io a nulla».
Qual è il ruolo di Forza Italia oggi nell’isola?
«Deve ritrovare il suo ruolo leader. E sono sicura lo farà anche grazie al lavoro che abbiamo fatto in questi anni in Consiglio. Per le politiche dobbiamo ripartire dai nostri alleati storici. Udc, Riformatori, sardisti e indipendentisti. E a guidarci è la spinta che ci ha dato Berlusconi. Faccia il capitano o l’allenatore è lui il valore aggiunto».
Ma chi vedrebbe come candidato ideale?
«Abbiamo un’idea precisa. Ci sono tante persone valide che potrebbero essere candidate. Ma ci sono anche tanti sindaci e sindache che ogni giorno lavorano con competenza e attenzione. Ma possiamo guardare anche tra chi in passato ha rivestito cariche prestigiose all’interno delle istituzioni. Io per alcune cose sono conservatrice. Credo nei valori che vengono dall’identità nazionale e da quella sarda. Credo nella famiglia e nell’importanza della scuola. Credo anche che si debbano accogliere gli immigrati, ma con delle regole e con un piani precisi che abbiano valore europeo e nazionale».
Ma dove deve cercare voti il partito secondo lei?
«Di sicuro tra i delusi. Tra chi non è andato a votare. Sono loro il nostro obiettivo. Quelli che si sono allontanati dalla politica. Dobbiamo conquistarli con un programma chiaro. E Berlusconi ha idee precise su cosa fare. Dobbiamo spiegare ai nostri elettori perché andiamo a Roma e cosa vogliamo fare».
Donne e centrodestra.
«È vero sono l’unico consigliere donna del centrodestra, ma ora il Rosatellum darà maggiore rappresentanza anche alle donne. Per le donne sarà uno stimolo. Ma io sono dal 1994 che vado alla ricerca di ogni voto che prendo. Non mi sono mai sentita una quota rosa discriminata in politica. Da quando ho fatto il presidente di circoscrizione ho sempre lavorato in mezzo agli uomini. Ero l’unica donna su 11 uomini. E sono stata sempre eletta».
È difficile essere l’unica donna nel gruppo?
«No. Tutti mi dicono che sono la secchiona del gruppo. Apprezzano il mio pragmatismo. È nel mio spirito essere sempre collaborativa e aiutare gli altri. È una caratteristica che ho portato sempre dentro da quando facevo sport. Perché sono sportiva io faccio squadra».
Forza Italia ora è una squadra?
«Devo dire che noto un approccio differente si vuole dare valore alla meritocrazia. Si ragiona su valori, idee e progetti. Ho notato in questo periodo che tutti quelli che rappresentano il partito nelle istituzioni hanno voglia di provare a lavorare insieme, questa è una novità. Forse abbiamo fatto tesoro anche degli insuccessi elettorali».
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