La Nuova Sardegna

Visconti: «Sì a hotel 5 stelle ma si deve fare sistema»

Visconti: «Sì a hotel 5 stelle ma si deve fare sistema»

Il presidente del consorzio: creiamo un’offerta unica da Bosa a Castelsardo

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il vuoto dell’aeroporto da causa è diventato effetto. L’emergenza Alghero si è trasformata in un affanno del territorio. Il dibattito promosso dalle colonne della Nuova sul Nord ovest dimenticato mette a fuoco carenze ed emergenze. Il senatore Pd Silvio Lai e il sindaco Mario Bruno hanno messo in evidenza come servano più posti letto di qualità. Mario Peralda, il direttore della Sogeaal, società che gestisce l’aeroporto, ha spiegato perché è inutile pensare di moltiplicare i voli in modo artificiale senza una strategia del territorio che crei la domanda. Il presidente del consorzio turistico Riviera del Corallo, Stefano Visconti, parla della strategia messa in atto da chi vive di turismo. Sì agli hotel a 5 stelle, ma possibilità per tutti di intervenire sulle strutture ricettive. Visconti mette l’accento sull’importanza del fare sistema e boccia il modello Ryanair, incapace di portare veri turisti fidelizzati al Nord ovest dell’isola. «Il territorio deve essere attrattivo per portare presenze turistiche – spiega –. Ci sono esempi da seguire come la Costa Smeralda. L’aeroporto di Olbia è molto più attivo di quello di Alghero per un motivo semplice. In quel lembo di terra sarda ci sono quattro volte i posti letto che abbiamo nel Nord ovest. Questo crea attrattività per il mercato. Dobbiamo partire da qua».

Hotel e presenze. «La bellezza dei luoghi oggi non basta più ai turisti – dice Visconti –. Si devono costruire attrattori che generino domanda. In particolare, nel nostro caso, nei mesi più freddi. Ma tutto deve essere programmato. Le imprese possono fare solo una parte, il resto spetta a Comuni e Regione. Porto Torres e l’aeroporto sono le porte di accesso alla Sardegna, ma da sole non possono fare destinazione. Nel nostro territorio le percentuali di riempimento da giugno a settembre sono oltre il 75 per cento. Ad aprile la percentuale scende al 45, a maggio e ottobre si ferma al 55. Sopra i 25 gradi il prodotto Sardegna non lo devi promuovere. Questo significa che noi esistiamo solo come turismo balneare. E in questi mesi i grandi tour operator non hanno possibilità di vendere pacchetti, perché con percentuali di riempimento superiori al 75 per cento si raggiunge la saturazione. Noi abbiamo bisogno di nuovi posti letto. E di qualità. Si deve consentire di creare nuovi hotel. E per quelli che già esistono si deve garantire la possibilità di adeguare i propri alberghi agli standard attuali. E nessuno ci faccia passare per cementificatori. Non è così. Siamo noi i primi ad amare l’ambiente che è il nostro pane».

5 stelle. Anche per Visconti gli hotel a 5 stelle devono aumentare nel nord ovest. «È un tipo di offerta che manca al territorio – afferma –, che può essere utile per far elevare la qualità di tutte le strutture alberghiere. In questo senso il Nord est può essere un esempio. Si deve consentire a tutti di migliorare la propria struttura ricettiva. Questo lo dovrebbe consentire la nuova legge urbanistica e lo dovrebbe normare anche il Puc».

Il sistema. «Dobbiamo cercare di aggregare i territori. Guardo ancora una volta il Nord est che ha un sistema ricettivo coeso che va da Santa Teresa a San Teodoro. Nel Nord ovest la metà delle presenze le fa Alghero. Gli altri centri sono tutti slegati. In questo modo non si può pensare a un prodotto turistico da offrire. Chi viene per le vacanze non sa se si trova ad Alghero o a Stintino. I confini non esistono nella mente di un turista».

Stagione. «Dobbiamo potenziare l’offerta in alta stagione per garantire la possibilità di lavorare anche nei mesi di spalla. È vero che il Comune realizza eventi per tutto l’anno, ma non ce lo comunica in tempi adeguati. Non basta dirlo un mese prima, la programmazione si fa con molto anticipo se si vuole vendere la meta».

Ryanair. E anche Visconti sembra non rimpiangere troppo il modello Ryanair. «Ryanair ha costituito nel tempo una grande opportunità per le imprese che operavano nell’extra alberghiero e raccoglievano a piene mani il frutto della fatica di altri. Ma abbiamo capito che questo non è un sistema sano da emulare. La dimostrazione sta nel fatto che non abbiamo capitalizzato tanti anni di turisti portati da Ryanair. Le peesone trasportate dal vettore irlandese non sono diventati clienti di Alghero. Sono rimasti clienti di Ryanair. Andata via la compagnia sono andati via anche loro». (l.roj)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il lutto

L’addio ad Alessandra, morta a 33 anni: «Con quel sorriso portavi la gioia». Domani i funerali a Sassari, poi il saluto nella sua Orune

Le nostre iniziative