Sindaci, appello di Anci a Minniti: più forze dell’ordine nei territori

SASSARI. Iglesias, Osini, Ittiri sono solo gli ultimi casi di amministratori finiti nel mirino di malviventi. Una lunga scia di attentati, auto bruciate, incendi e intimidazioni che in Sardegna non...

SASSARI. Iglesias, Osini, Ittiri sono solo gli ultimi casi di amministratori finiti nel mirino di malviventi. Una lunga scia di attentati, auto bruciate, incendi e intimidazioni che in Sardegna non conosce tregua. Tanto che nei prossimi giorni, come ha annunciato il governatore Francesco Pigliaru, è atteso nell’isola il ministro dell’Interno Marco Minniti. Ed proprio al titolare del Viminale che si rivolge il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, che lancia anche una frecciatina alla Regione, colpevole di non avere avvisato i sindaci della visita di Minniti. «Chiediamo al ministero dell’Interno - di cui si è annunciata la visita senza peraltro informare Anci e Cal dell'evento - interventi in materia di sicurezza, di aumento di organici di polizia e carabinieri presenti nei territori, di completamento di iniziative di prevenzione e di intelligence – afferma Deiana –. Ma soprattutto si chiede a tutti gli attori istituzionali di unirsi realmente ai comuni per ripristinare un'agibilità politica che consenta di dare risposte alle persone, alle famiglie, alle comunità». Deiana descrive uno scenario che vede gli amministratori sempre più soli, in balia di malviventi. Basta scorrere le cronache degli ultimi giorni: la testa di capretto con due cartucce nella bocca e allegato un biglietto di auguri indirizzata al sindaco di Iglesias e ai familiari, le 80 piante di ciliegio del primo cittadino di Osini abbattute con una motosega, l’attentato incendiario contro il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Ittiri. E nei mesi scorsi il fallito attentato all’auto della sindaca di Pula o l’incendio che ha distrutto il bar della moglie di un assessore di Dorgali. «Non passa settimana senza che i sindaci, gli amministratori e i funzionari comunali non subiscano attentati, minacce e intimidazioni – dice ancora Deiana –. Molti, ormai, hanno anche smesso di denunciare alcuni episodi altrettanto gravi. Siamo a un punto di non ritorno e tutti devono fare la propria parte: le forze dell'ordine, il governo, la Regione».

Deiana spiega come intorno alla figura dell'amministratore comunale si sia creato «un vuoto istituzionale che lo presenta come "solo" e quindi più facilmente attaccabile e come unico responsabile dello sfascio e della crisi economica. Ogni volta che un sindaco parla, denuncia, pone in risalto problemi viene additato da altri organi istituzionali come quello che si sa lamentare, che non sa risolvere i problemi dando a intendere alla pubblica opinione di avere disponibilità economica e finanziaria ma di non saper fare nulla per alleviare i morsi della crisi e dei problemi. Bisogna togliere "consenso sociale" ai violenti che infestano le nostre comunità; bisogna ripristinare una vera solidarietà istituzionale che rafforzi l'anello debole della catena rappresentato dai sindaci e dagli amministratori; bisogna cominciare ad assicurare qualcuno di questi violenti alla giustizia con indagini davvero dedicate a questo tema».

Nel suo intervento su Faceboo, il numero uno dell’Anci Sardegna, primo cittadino di Bortigiadas, si rivolge direttamente ai colleghi finiti nel mirino. «Ai sindaci, agli amministratori, ai funzionari oggetto di intimidazioni e minacce va la solidarietà di Anci Sardegna – conclude Emiliano Deiana –. Ma non una solidarietà di facciata ma sostanziale. Le altre istituzioni sappiano che in assenza di iniziative precise e misurabili siamo pronti ad azioni di protesta e di rivendicazione eclatanti». Ora non resta che attendere l’arrivo di Minniti, che come annunciato da Pigliaru, dovrebbe essere a brevissimo. (al.pi.)

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