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Meloni, Fdi: zona franca e meno migranti

Meloni, Fdi: zona franca e meno migranti

La ricetta della leader della destra nel suo tour elettorale in Sardegna: mandiamo a casa la sinistra

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CAGLIARI. In una manciata di ore Giorgia Meloni, candidato-premier per Fratelli d’Italia, ha fatto tutto quello che era possibile. Nel quartiere di Sant’Elia, ha camminato persino in mezzo alle pozzanghere, per poi denunciare: «Invece di pensare troppo e male ai migranti e alla fandonia del fascismo che ritorna, il centrosinistra avrebbe dovuto spendere più soldi in periferie come questa. Ma mi hanno detto che da queste parti i politici hanno paura di farsi vedere e lo credo. Qui il centrosinistra non ha fatto nulla e il 4 marzo gli italiani manderanno a casa Renzi, Gentiloni e altra gente come loro. Alle prossime Regionali a fare la stessa fine sarà il centrosinistra sardo». Poi ha sfruttato il resto del tempo, poco, per un comizio volante sotto il Consiglio regionale. In cui è stata interrotta da chi le ha gridato «vergognati, sei complice di Berlusconi», con il giovane contestatore portato subito via dalla polizia per evitare la reazione dei duecento militanti di Fdi assiepati davanti al palco improvvisato. Perché così è stata trasformata una delle statue di Nivola. Sulla Sardegna Giorgia Meloni ha detto: «Per quest’isola noi proponiamo la zona franca, i sardi ne hanno diritto come risarcimento». E proseguire: «Se la Sardegna sarà messa nelle condizioni di competere ad armi pari con le altre regioni, non avrà nulla da temere. Però servono decisioni reali, forti, non contentini e dichiarazioni di principio. Il prossimo governo di centrodestra, vedrete, darà il via libera alla zona franca». Sempre dal palco-statua, ha contestato le politiche del governo sui migranti: «Il rischio delle infiltrazioni terroristiche, noi di Fdi lo abbiamo sollevato tre anni fa. Siamo rimasti inascoltati e, nel frattempo, il centrosinistra è stato solo capace di subire il fenomeno e alla fine è aumentato l’allarme sociale». L’argomento ha avuto anche un secondo capitoletto dedicato: «Se non mandiamo a casa la sinistra in tempi rapidissimi, ci ritroveremo a essere il capo profughi d’Europa, perché l’Italia continua essere l’unico buco nella rete sempre più stretta che invece altri Paesi sollevano davanti ai confini». Per quanto riguarda la politica ancora più stretta, la presidente di Fdi s’è detta certa della vittoria del centrodestra, «mai gli italiani potranno affidare il futuro all’incapacità dei Cinque stelle» e anche che non ci saranno inciuci fra Forza Italia e il Pd dopo domenica 4 marzo. «Nei seggi, gli elettori sceglieranno l’alleanza di centrodestra, perché altrimenti sanno che ci sarebbe il caos». Con una replica diretta all’ipotesi lanciata dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su un possibile governo d’emergenza nazionale se dalle urne non dovesse uscire una maggioranza. «Ha un’idea così forte della democrazia che vorrebbe affidare il Paese ancora a Gentiloni nonostante la coalizione del centrosinistra finirà per arrivare solo terza. Questa non è democrazia, ma un’altra imposizione come ha fatto con Letta, Renzi e ancora prima con quel pupazzo di Monti».

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