Il viaggio del super atleta da Oristano a Capo Nord

L’itinerario prevede 7520 chilometri: 5900 in bici, 220 a nuoto e 1440 di corsa. Una volta concluso entrerà nel Guinness dei primati: sarà il triathlon più lungo

ORISTANO. Uno zaino pieno di grandi sogni, pronto ad essere aperto e svuotato per partire leggeri verso un nuovo viaggio e arrivare da Oristano a Capo Nord. È l'avventura del triatleta Mauro Abbate, programmatore informatico trentenne, pronto a liberare i suoi grandi sogni e realizzarli in una nuova avvincente sfida che lo vedrà protagonista di un'impresa spettacolare in cui metterà alla prova sé stesso, le sue capacità fisiche e di adattamento.

Il percorso. Mauro Abbate partirà da Piazza Eleonora, il cuore di Oristano, e in sella alla sua bicicletta, percorrerà lo stivale con l’obiettivo di raggiungere la porzione di circolo polare artico che ricade in Norvegia, pedalando per 5900 chilometri. Poi sfiderà le fredde e turbolente acque che bagnano le coste delle isole Lofoten nuotando per 220 chilometri e, infine, ne correrà altri 1400 fino a raggiungere il punto più a nord d'Europa, nell’isola di Magerøya. Un’avventura mozzafiato, un viaggio estremo che entrerebbe nella storia e nei Guinness World Records come il triathlon più lungo, più a nord e con la variazione di latitudine più ampia. Più di 7500 chilometri da percorrere in un centinaio di giorni. Circa cinque settimane di bici, tre di nuoto e quattro di corsa per tagliare quello che considera molto più di un semplice traguardo.

L’obiettivo. «Credo di poter sfruttare questo sogno per poterne realizzare un altro, quello di vedere la gente utilizzare maggiormente la bici come mezzo di trasporto – spiega –. Comincio dalla mia città sperando di che più gente possibile inizi ad utilizzarla e spero che il resto del mondo prenda l'esempio». Una partenza simbolica per sensibilizzare anche l’isola all’uso della bicicletta, un mezzo di trasporto ideale sia per la propria salute sia per quella dell’ambiente e che potrebbe diventare la prima scelta per spostarsi in città. «Viaggio sempre ma ritorno ogni volta – continua –. Documenterò il mio viaggio pubblicando on line foto e video sperando di stimolare gli altri a viaggiare e di essere un esempio di come sia possibile utilizzare la bicicletta nella quotidianità. Siamo troppo spesso abituati a vivere in una bolla di comfort, dove la macchina diventa indispensabile anche per arrivare dietro l’angolo».

Le altre imprese. Un sogno, quello di arrivare a Capo Nord, che Mauro Abbate aveva già sfiorato nei suoi precedenti viaggi. Con un curriculum da atleta di tutto rispetto, nel 2016 ha infatti percorso 9200 chilometri sulla sua bicicletta e ha scoperto l'Europa partendo dalla costa ligure fino a Marsiglia, percorrendo la Spagna fino alla Punta de Tarifa, il Portogallo, dove ha toccato con le sue ruote l’estremità più occidentale d’Europa, Cabo de Roca, per poi ritrovarsi ancora nelle terre del nord di Spagna e Francia e concludere il suo viaggio in Olanda, ad Amsterdam. Nella primavera del 2017, invece, partendo da Parigi ha pedalato fino alla Germania, ha toccato Colonia e Brema per poi salire fino a Copenaghen, in Danimarca, e proseguire verso nord e arrivare ad Oslo, in Norvegia, passando per la Svezia. «In entrambi i viaggi sarei voluto arrivare fino a Capo Nord – prosegue Mauro Abbate –. Nel primo però ho deciso di soffermarmi di più nei diversi posti che ho visitato e poi mi sono dovuto fermare per via delle temperature troppo rigide di novembre. Nel secondo, mancava un mese di pedalata ma ho sentito la nostalgia di casa. Per questo adesso riparto da qui, a cuor leggero».

I rischi. A cuor leggero e con maggiore consapevolezza, dopo duri e costanti allenamenti e, dopo aver testato le temperature più fredde questo inverno in Trentino Alto Adige, ora è pronto a partire su due ruote con tenda e sacco a pelo per il suo ultra triathlon e per vivere una nuova sorprendente avventura a stretto contatto con la natura e le sue meraviglie che però spesso possono essere insidiose. «A quelle latitudini il rischio di ipotermia è reale e per nuotare in sicurezza, oltre all’assistenza via terra che mi sarà garantita da un camper finanziato dalla mia famiglia dove potrò lasciare la bicicletta e pernottare esclusivamente durante i 20 giorni del nuoto, sarà necessario avere al seguito un imbarcazione e un team di supporto – spiega Mauro che a tal proposito è alla ricerca di nuovi sponsor anche nell’isola e ha avviato una campagna di Crowdfunding. Per conoscere le sue precedenti imprese, seguire il diario di bordo del suo nuovo viaggio e supportarlo è possibile visitare le sue pagine Facebook e Instagram “Mauro Abbate Adventures”.

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