Sassari, mai più prigionieri del treno: addio al passaggio a livello

Pietrino Sanna, uno dei proprietari dei terreni a San Giorgio con vista sulle rotaie, apre il cancello per rientrare a casa

A San Giorgio via le sbarre con citofono per accedere alle proprietà private. Pronto un progetto Rfi da 1 milione di euro per realizzare il percorso alternativo 

SASSARI. Addio citofono, per entrare a casa loro non dovranno più suonare e chiedere il permesso, o meglio il nulla osta. La storia surreale raccontata a gennaio dalla Nuova Sardegna si avvia verso il tanto atteso lieto fine: Rfi è stata di parola e i lucchetti spariranno dai passaggi a livello. Anzi, a scomparire saranno proprio le sbarre chiuse a chiave: il passaggio a livello della discordia – lungo la linea ferroviaria Chilivani-Porto Torres – sarà eliminato con la creazione di una via d’accesso alternativa per consentire ai proprietari di case e terreni di entrare e uscire a loro piacimento, in assoluta libertà e tutela della privacy. Il costo del progetto si aggira intorno a 1 milione di euro, per realizzarlo una piccola parte dei terreni privati sarà espropriata.

Prigionieri in casa propria. Il caso era stato denunciato alla fine di gennaio dai proprietari di una casa con terreno di 4 ettari nella borgata di San Giorgio, periferia di Sassari. L’ingresso della proprietà si affaccia sulle rotaie ed è blindato da un robusto cancello. Sino all’ottobre 2017 per aprirlo era sufficiente far girare una chiave in dotazione ai proprietari e sino a quel momento le lamentele erano state blande. Le regole imposte dalla nuova convenzione siglata con Rfi avevano invece fatto esplodere la polemica latente. «Per andare a casa nostra – aveva raccontato alla Nuova Pietrino Sanna, uno dei proprietari – dobbiamo chiedere il permesso a Rfi suonando una specie di citofono. E quando andiamo via dobbiamo avvisare. Tra andata e ritorno dobbiamo suonare quattro volte e spesso l’attesa, per la concessione del via libera, si protrae per oltre 15 minuti». Pietrino Sanna, 82 anni, veterinario in pensione originario di Benetutti ma residente a Sassari, aveva denunciato una «evidente lesione della privacy perché è assurdo essere obbligati a comunicare quando andiamo a casa nostra». Non solo: «La convenzione prevede la possibilità di affidare le chiavi a qualcun altro – raccontò il pensionato – ma solo a patto di comunicare preventivamente i nominativi a Rfi».



Via le sbarre. A breve tutto ciò diventerà un brutto ricordo. Rfi, che già a gennaio aveva garantito una rapida soluzione al problema denunciato dai proprietari, ha mantenuto i patti e avviato la procedura per l’esproprio di una quota di terreni a prezzo di mercato per realizzare una nuova strada d’accesso ai terreni aggirando il passaggio a livello blindato dal cancello. Di fatto per arrivare nelle rispettiva proprietà Pietrino Sanna e le altre due persone interessate dal provvedimento dovranno percorrere una strada alternativa che si ricongiunge al passaggio a livello automatizzato poco distante dai loro terreni. Raggiungere le proprietà in questo modo sarà molto più agevole, senza pit stop forzati, richiesta permessi, autorizzazioni, doppia apertura e chiusura del cancello in entrata e in uscita. Un obbligo che soprattutto in situazioni di emergenza rischiava di provocare enormi problemi. Il progetto garantirà maggiore sicurezza perché sarà eliminato l’attraversamento su rotaie ed eviterà che – in assenza di permesso perché il citofono si rompe o la risposta arriva in ritardo – qualcuno si possa avventurare sui binari senza la certezza che non ci siano treni all’orizzonte. Mettendo a rischio la propria incolumità e andando incontro a una multa (circa 80 euro) per il mancato rispetto delle regole.

Il piano. Non solo quello di San Giorgio. Rfi ha intenzione di eliminare in maniera graduale tutti i passaggi a livello privati con “citofono” restituendo libertà d’accesso ai proprietari. Proprio quella del citofono era stata individuata come soluzione migliorativa, perché in grado di garantire maggiore sicurezza, rispetto al cosiddetto attraversamento a vista, con il capotreno che scende poco prima del passaggio a livello e il mezzo procede a passo d’uomo emettendo segnali sonori. Ma in realtà l’unica possibilità per limitare al massimo i rischi d’incidenti – considerata l’alto numero di casi – è eliminare i passaggi a livello, sia pubblici che privati con citofono. Complessivamente quelli fotocopia rispetto a quello di San Giorgio sono 31 in tutta l’isola, molti di più invece quelli pubblici: 115. Dei 146 totali, 46 si trovano nel tratto della linea ferroviaria tra Porto Torres e Chilivani. Nel 2017 sono stati eliminati sette passaggi a livello in gestione a privati. La dismissione andrà avanti nel 2018 e proseguirà nel 2019, in Sardegna come nel resto d’Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes