Aziende in ginocchio, al via la conta dei danni

Il Grig: «Tutto prevedibile, la causa sono gli eccessi edilizi». Gli ingegneri: «Bisogna pulire i canali»

CAGLIARI. Ora la priorità è ripristinare le strade, ma prima ancora indicare agli operatori del traffico commerciale i percorsi alternativi per garantire i collegamenti fra città e paesi: a sollecitare Anas e enti pubblici è la Confartigianato Sud Sardegna, che passato il peggio ha avviato un primo censimento dei danni provocati dal diluvio dello scorso 10 ottobre.

I danni. Censimento non facile, perché sono 4.578 le imprese che operano nei comuni interessati dalle precipitazioni e dalla viabilità interrotta, con 8.821 addetti. Confartigianato Sud Sardegna ha iniziato una mappatura degli eventuali danni e dei disagi che le imprese dei comuni colpiti potrebbero aver subìto direttamente a causa delle piogge e a conseguenza dell’interruzione della viabilità. Gli imprenditori del Sud Sardegna che volessero segnalare le proprie difficoltà possono rivolgersi agli uffici della Confartigianato Sud Sardegna a Cagliari-Pirri in via Riva Villasanta 241 o contattare il numero 070554121 o mandare una mail aconfartigianato.cagliari@gmail.com.

Gli ecologisti. Tutto quello che è successo era largamente prevedibile: il rio Santa Lucia a Capoterra è uno dei corsi che ha la maggiore portata d'acqua in Sardegna. Per molti mesi dell'anno è secco, ma l'acqua alla fine si convoglia nei pochi vuoti ancora lasciati liberi dalle costruzioni. E, come abbiamo visto, distrugge tutto: tre anni fa era successa la stessa cosa». È l'accusa del presidente del Gruppo d'intervento giuridico Stefano Deliperi: «Questo succede perché la cassa di espansione del rio Santa Lucia - spiega all'Ansa - è stata così ridotta e limitata dalle costruzioni dell'uomo. E il rio Santa Lucia raccoglie le acque che arrivano dall'Iglesiente. Se poi consideriamo che lungo il suo letto è pieno di discariche abusive ecco che la forza di questo corso d'acqua diventa incontrollabile. A furia di esposti in questi anni siamo risusciti a evitare o a far arretrare nuove costruzioni, ora bisognerebbe avere il coraggio di trasferire in luoghi più sicuri le abitazioni abusive».

Gli ingegneri. L'ordine degli ingegneri di Cagliari aveva già programmato per il 22 ottobre una giornata di dibattiti e riflessioni in occasione del decimo anniversario del disastro di Capoterra del 2008 e per ribadire che serve una programmazione urbanistica, ma la natura ha ribadito drammaticamente vecchi errori e vecchi problemi: «L'elemento di cui si deve tenere conto - spiega all’Ansa il presidente dell'Ordine degli ingegneri Sandro Catta - sono i dati pluviometrici. Le statistiche che indicano una maggiore quantità di precipitazioni, devono incoraggiare un maggiore rigore nella pulizia delle canalizzazioni che, se ben effettuate, possono diminuire la possibilità di esondazioni e attenuare la forza dell'acqua». Interventi necessari, che sono stati fatti soltanto in minima parte.

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