La Nuova Sardegna

LA MANOVRA, CONFUSIONE E POCHE CERTEZZE

di LUCA DEIDDA

Cosicché, a generare la eventuale maggior crescita economica potrebbe non essere lo stimolo che viene dalla nuova finanziaria ma l’effetto 4.0 sulla produttività. Dove sta dunque la rivoluzione? Per...

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Cosicché, a generare la eventuale maggior crescita economica potrebbe non essere lo stimolo che viene dalla nuova finanziaria ma l’effetto 4.0 sulla produttività.

Dove sta dunque la rivoluzione? Per il momento, soprattutto nelle misure su pensioni e reddito di cittadinanza, e nel modo di porsi di fronte ai mercati e all’Europa.

Pensioni: il nuovo esecutivo va oltre l’idea, di un contributo di solidarietà da chiedere ai pensionati d’oro e ritiene invece di poter cancellare i loro diritti.

Ma il rischio che eventuali ricorsi vadano a buon fine, secondo molti esperti di diritto, c’è.

E ritiene altresì che arrivare a quota 100 grazie all’aumento del deficit e dunque del debito, non abbia implicazioni per il futuro economico dei nostri giovani.

Ma anche qui, i dubbi che presto o tardi il maggior debito significherà maggiori tasse, e che dunque di fatto quota cento sarà in parte pagata dai giovani di oggi, restano. Occorrerebbe circostanziare meglio le stime della maggior crescita che deriverebbe dalla manovra 2019 e soprattutto chiarire i meccanismi che renderebbero questa maggior crescita sostenibile nel tempo.

Perché gli effetti di bilancio di quota 100 sono strutturali, e quindi ci accompagneranno per lungo tempo; e quindi per evitare la spiacevole aritmetica + debito oggi = + tasse domani, occorre che anche la maggior crescita sia un fenomeno non effimero ma duraturo.

Reddito di cittadinanza a 780 euro: in molte regioni italiane, quella cifra è vicina al salario di lavoratori con un livello di istruzione medio-basso.

Ciò alimenta i dubbi sull’efficacia degli incentivi a cercare attivamente lavoro per chi avrà accesso ai 780 euro.

Non si potrà rifiutare per più di tre volte una proposta di lavoro. Perché tre? Una non basta? Tre offerte in molti mercati del lavoro, sono un miraggio. UE e mercati: il Ministro Tria sostiene che le stime sulla crescita non sono troppo ottimistiche; diversamente da quanto pensa l’Ufficio di bilancio che le ha bocciate. Non abbiamo motivo di non credere al Ministro. Auspichiamo dunque argomentazioni più approfondite e convincenti; che servano a trovare coesione istituzionale sulla manovra, condizione necessaria per sostenere il confronto con l’Europa, e convincano i mercati.

Perché, con uno spread strutturalmente a 300, ci sono pochi dubbi sulla validità dell’equazione + debito oggi = + tasse domani con buona parte dei giovani italiani di oggi.



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