La Nuova Sardegna

Alghero, l’Accademia Olearia punta sul frantoio hi tech

di Gian Mario Sias
Alghero, l’Accademia Olearia punta sul frantoio hi tech

Un investimento da quattro milioni di euro per l’azienda della famiglia Fois: «Il nostro obiettivo è produrre un olio di eccellenza che racconti la Sardegna»

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ALGHERO. Un investimento da 4 milioni di euro. Un frantoio “prototipo”. Sistemi produttivi automatizzati, con sensori e altri strumenti innovativi. La messa a dimora di 33mila piante in 100 ettari acquisiti di recente. Un impianto sostenibile energeticamente. E un chiodo fisso: «Lavorare per crescere sempre, valorizzando i cultivar sardi e producendo un olio d’eccellenza, che racconti l’isola e ne esprima l’identità». Così Accademia Olearia racconta la sua straordinaria storia, la storia di un’azienda familiare, fondata da Giuseppe Fois sulla base di conoscenze e know how sviluppate dai suoi avi, e gestita con i figli Alessandro, che cura la trasformazione, e Antonello, responsabile amministrativo e commerciale. Ed è proprio Antonello a raccontare il mutamento genetico in atto in via dei Carbonai, nella zona artigianale di Ungias-Galanté, dove si trova il “frantoio del futuro”.

«È un prototipo elaborato da Pieralisi, azienda leader nel settore dei macchinari per la produzione dell’olio, su specifiche e su indicazione di Accademia Olearia», spiega Antonello Fois. È l’epicentro di una rivoluzione che consentirà all’azienda di continuare a puntare sull’eccellenza pur raddoppiando da qui al 2025 la quantità di bottiglie immesse sul mercato, a disposizione dei palati più esigenti, che si moltiplicano a ogni latitudine del globo.

«L’agricoltura è grande passione, ma per puntare alla qualità bisogna guardare ai dati scientifici in maniera oggettiva e utilizzare gli strumenti che l’avanzare delle conoscenze mettono a disposizione di chi lavora in campagna», dice Fois. «Pieralisi ha modificato i macchinari in funzione delle nostre attese, sono unici al mondo – spiega – oggi disponiamo di una struttura di trasformazione completamente termocondizionata in tutti i passaggi, la temperatura del prodotto in uscita è inferiore a quella di ingresso delle olive nel macchinario». Così, «la frangitura è più veloce e il prodotto finale ha caratteristiche più intense, le cultivar sarde si esprimono al massimo – afferma – c’è un maggiore tenore della componente fenolica, che valorizza e incrementa i valori nutrizionali e salutistici senza generare un aumento delle temperature interne e uno stress al prodotto già prima dell’estrazione».

Nuovo è anche il protoreattore termocondizionato che bypassa le gramole, le macchine che preparano la pasta all’estrazione. «Di solito è un passaggio di mezz’ora, nel nostro frantoio dura 75 secondi». E ancora. «L’estrazione è fatta senza aggiungere acqua, la centrifuga è termocondizionata con un sistema acqua/aria che non genera calore». Le ultime novità riguardano il lavaggio. «Tutto ciò che non si elimina, genera microfermentazioni che incidono sul prodotto finale». Insomma, «senza presunzione possiamo dire di avere l’impianto più moderno sul mercato. Nei prossimi anni sarà un articolo a listino e avrà molta richiesta». Novità anche dalle terre. «Implementeremo la produzione con altri cento ettari in cinque anni, nel 2020 saranno messe a dimora 33mila piante autoctone gestite con un sistema automatizzato, attraverso sensori – racconta – oggi abbiamo 250 ettari e 25mila piante, entro sei anni avremo 350 ettari e 58mila piante».

I nuovi sistemi di coltivazione, «lontani da quelli superintensivi, inadatti alle cultivar sarde, ci permetteranno una produzione più che raddoppiata». Rientra tra gli investimenti quello per la sostenibilità. «L’elettricità è generata dall’impianto fotovoltaico realizzato sulla copertura dell’azienda, mentre il riscaldamento è garantito dalla combustione del nocciolino estratto al termine della produzione – racconta – il resto è usato per la produzione di biogas, senza buttare via niente e rendendo questo frantoio avveniristico completamente autosufficiente», dice Fois. A un olio del genere non manca il mercato. Premi, menzioni e citazioni delle stampa specializzata stanno aprendo ad Accademia Olearia scenari interessanti. «A fine ottobre saremo impegnati in un tour asiatico tra Cina, Thailandia e Singapore», annuncia il portavoce della famiglia.

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