Porta la droga al compagno detenuto

Uta, scoperta dalla polizia penitenziaria. Il sindacato: pochi mezzi e personale

UTA. Va a colloquio con il compagno, detenuto nel carcere di Uta, e gli porta quasi 50 grammi di marijuana dentro un ovulo inserito nella vagina che poi lui nasconde a suo volta inserendolo nell’intestino per via rettale. L’articolato passaggio non è però sfuggito a un agente della polizia penitenziaria che ha intuito un atteggiamento sospetto da parte dei due, il detenuto cagliaritano D.C. e la compagna originaria di Sanluri. Sono così scattati dei controlli che hanno portato a scoprire cosa era avvenuto nella saletta dei colloqui venerdì pomeriggio. A dare notizia del fatto è il coordinatore regionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria Sardegna, Sandro Atzeni, secondo il quale questa sarebbe «una tecnica utilizzata spesso per introdurre stupefacenti in carcere».

«Nonostante le scarse risorse a disposizione, peraltro sempre meno sostenute – scrive Atzeni in un comunicato – è continua la lotta contro i costanti tentativi di introdurre droga negli istituti di pena». Secondo il sindacalista in certi casi servirebbero da deterrente anche semplici provvedimenti, «uno fra tutti il tipo di abbigliamento che dovrebbe essere chiesto di indossare ai familiari in visita ai propri congiunti detenuti». Atzeni ha anche espresso al personale operante i propri complimenti «per l'ottimo risultato raggiunto in questa operazione di vigilanza e controllo in una struttura carceraria isolana dove si opera con professionalità e perseveranza nonostante la disperata situazione deficitaria di uomini, mezzi e strumenti per la sicurezza». (luciano onnis)

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