Uno scorpione sconosciuto vive nelle grotte d’Ogliastra

Due studiosi individuano il Sardoscorpius troglophilus nella zona dei Tacchi. Ha un parente sui Pirenei: la prova che l’isola un tempo era attaccata alla Spagna

SASSARI. La Sardegna non finisce di meravigliare e conferma di essere una miniera per studiosi e naturalisti, con diversi “unicum”. L’ultima scoperta in ordine di tempo riguarda il mondo degli scorpioni e fornisce importanti conferme sulla storia geologica dell’isola: nell’ambiente di almeno due grotte nella zona dei Tacchi d’Ogliastra ne è stato trovato uno sinora sconosciuto, che è stato battezzato con il nome scientifico di Sardoscorpius troglophilus. In un terza è stato avvistato ma non identificato con certezza. Il merito va al biospeleologo cagliaritano Carlo Onnis e al ricercatore romano Gioele Tropea. La ricerca scientifica ci regala una nuova perla: una terza specie dell’isola, mai individuata prima dalla scienza. Il Sardoscorpius troglophilus, non è nemmeno imparentato con le prime due, né con altri in Italia. Curiosamente, è più affine a Belisarius xambeui, che vive sui Pirenei, che non ha occhi, a causa dell’adattamento alla vita in grotta. La specie sarda invece li ha, nonostante frequenti lo stesso tipo di habitat, forse perché l’adattamento è più recente.

Un parente nei Pirenei. «Durante una campagna di ricerca biospeleologica Carlo Onnis ha trovato gli esemplari e, considerato il fatto che la zona ha un alto numero di endemismi, ha contattato me, in quanto specialista dell’ordine degli scorpioni» racconta Gioele Tropea: l’identificazione certa negli scorpioni viene fatta da specialisti con analisi allo stereoscopio. «Il Sardoscorpius presenta alcuni caratteri che lo differenziano dal Belisarius, la cui linea di discendenza risale ad almeno 25-30 milioni di anni fa» dice lo studioso per spiegare il fatto che la scoperta abbia portato alla creazione di un nuovo genere, Sardoscorpius appunto. «Un tempo di isolamento così lungo, specialmente in piccole aree geografiche, si traduce in una differenziazione al di sopra del livello di specie».

Sardegna in movimento. La parentela con lo scorpione dei Pirenei avrebbe una spiegazione: «La scoperta è estremamente importante e grande merito va ai due scopritori, Gioele Tropea e Carlo Onnis – dice Marco Colombo, naturalista, fotografo e divulgatore scientifico – perché è un’ulteriore testimonianza del fatto che un tempo la placca sardo-corsa fosse attaccata alla Spagna, per poi ruotare verso sud-est e portarsi nella posizione attuale. Altro fatto interessante è la distribuzione estremamente limitata, due o tre grotte. Si tratta inoltre di una specie molto rara: la ricerca è durata a lungo e non tutti gli anni questi scorpioni sono stati avvistati. Può darsi che vivano nelle spaccature delle rocce all’interno delle cavità ipogee, e da lì escano solo quando ci sono le condizioni climatiche ideali».

Le differenze. Il Sardoscorpius è uno scorpione chiaro, giallino, con una coda un po’ tozza rispetto a quelle delle altre specie presenti in Sardegna. La presenza di scorpioni era sinora limitata a due specie osservabili anche nei giardini e nelle case: una più diffusa nel nord e nel nord-ovest, nera con le zampe arancioni (Euscorpius flauvicaudis), segnalata anche in Liguria, Toscana e Lazio, che si ipotizza possa essere arrivata nell’antichità, forse coi Romani, tramite il trasporto del legname; e un’altra, endemica e presente in tutta l’isola, di colore marroncino chiaro (Euscorpius canestrinii).

Unico genere endemico. «Di fatto questo scorpione – conferma Tropea – è il più antico endemismo d’Italia per quanto riguarda il suo ordine (Scorpiones) ed è l’unico genere (ma non specie) di scorpione endemico per l’Italia. Era presente in Sardegna già prima che tutti gli altri scorpioni fossero presenti in Italia o che l’Italia fosse perfettamente formata. Non è imparentato con i più noti scorpioni della famiglia Euscorpiidae (Euscorpius, Alpiscopius ecc.) comunemente trovati in Italia, ma insieme al Belisarius ha più affinità con alcuni scorpioni che si trovano in America, come relitti di quando i continenti erano uniti».

Gli scopritori. Tropea non esclude che il Sardoscorpius possa vivere, o viva, anche all'esterno, favorito da particolari condizioni climatiche e con bassa concorrenza con altre specie di scorpioni. I due scopritori sono entrambi ricercatori indipendenti, Tropea nel campo della tassonomia e sistematica dell’ordine degli scorpioni ha descritto diverse specie dall'Italia e altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, per quanto riguarda la Sardegna, a parte il Sardoscorpius troglophilus, ha studiato, ripristinato e ridescritto l’Euscorpius canestrinii. Onnis è un indipendente nel campo della biospelologia, appassionato della fauna cavernicola sarda, con particolare riferimento ai Tacchi e al Supramonte. Ha collaborato con diversi specialisti e descritto svariate specie endogee,è lo scopritore di decine di specie nuove per la scienza.

Il ragno nuragico. La scoperta dello scorpione sardo fa venire in mente quella altrettanto interessante relativa al ragno nuragico (Amblyocarenum nuragicus), individuato nel 2007 da Marco Colombo, molto legato alla Sardegna, insieme ad Arthur Decae e Bruno Manunza. «La differenza rispetto a quella scoperta è che il ragno nuragico era in realtà comunemente noto agli abitanti dell’isola – spiega Colombo – anche se non esistevano studi che ne confermassero l’appartenenza a una specie nuova. Nel caso del Sardoscorpius ci troviamo di fronte a una specie che era sempre sfuggita alle ricerche e quindi completamente sconosciuta».

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