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Due medici positivi, ospedale resta aperto

Due medici positivi, ospedale resta aperto

I tamponi li avevano fatti il 20 marzo, ma i risultati li hanno ricevuti solo qualche giorno fa. Positivi. Due medici del Giovanni Paolo II, uno di Oncologia e uno del Nido, nel frattempo hanno...

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I tamponi li avevano fatti il 20 marzo, ma i risultati li hanno ricevuti solo qualche giorno fa. Positivi. Due medici del Giovanni Paolo II, uno di Oncologia e uno del Nido, nel frattempo hanno continuato a lavorare nei reparti. Ora sono in quarantena obbligatoria come prevede il protocollo. Ma l’ospedale Giovanni Paolo II non è stato chiuso come in passato per la sanificazione. «Il personale in servizio, asintomatico, non entrato in contatto con pazienti Covid positivi noti, in attesa del risultato del test ha proseguito l’attività lavorativa con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali. L’attività del Giovanni Paolo II prosegue regolarmente». Solo una manciata di giorni fa la struttura sanitaria aveva riaperto i reparti chiusi a causa di 15 casi di positività tra medici, infermieri e pazienti. «A oggi al Giovanni Paolo II non ci sono pazienti positivi in Rianimazione perché l’ospedale non è una struttura Covid – spiega il sindaco Settimo Nizzi –. Un paziente positivo si trova al Mater Olbia trasferito dal Giovanni Paolo II. Il resto dei posti in Terapia intensiva sono vuoti? Speriamo continuino a esserlo. Significa che le condizioni dei contagiati non sono così gravi da necessitare il ricovero». Il primo cittadino dà anche il dato aggiornato al 2 aprile alla mezzanotte del numero di positivi a Olbia. 33 in tutto. Sono invece aggiornati al 31 marzo, e quindi parziali, quelli forniti dal sub commissario della Provincia, Pietro Carzedda per la ex provincia di Olbia-Tempio. «Dall'inizio del contagio si registrano 31 casi positivi, di cui 3 sono guariti, 21 in isolamento domiciliare in attesa del risultato dei tamponi eseguiti il 2 aprile e 7 sono ricoverati. Di questi 3 sono in Terapia intensiva e 4 nel reparti di Malattie infettive. 279 soggetti sono in sorveglianza attiva a casa». (se.lu.)

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