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«Il turismo ripartirà dopo l’emergenza»

«Il turismo ripartirà dopo l’emergenza»

Solinas: «Ora sosteniamo le imprese». E a Pasquetta aperte solo le farmacie

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SASSARI. «La imprese turistiche ripartiranno quando sarà terminata l’emergenza sanitaria». Ieri sera il presidente della Regione, Christian Solinas, ha aggiustato il tiro sulla possibile ripartenza del settore turistico dell’isola dopo aver ipotizzato, sempre ieri ma in mattinata, una possibile riapertura nei mesi di agosto e settembre. «Dobbiamo iniziare a pansare al dopo emergenza – aggiunto ieri sera il governatore – garantendo il sostegno alle famiglie e alla imprese, comprese ovviamente quelle turistiche che valgono l’8 per cento del prodotto interno lordo della Sardegna. Per gli operatori turistici della Sardegna questo è stato un colpo durissimo ma noi garantiremo il sostegno necessario affinché arrivino in vita al momento in cui sarà possibile ripartire». Poi, la precisazione: «Questo avverrà solo quando l’emergenza sanitaria sarà stata superata – ha aggiunto Solinas – e sarà allora che interverremo per rilanciare le bellezze della nostra isola». Dunque, ipotizzare una data già da oggi è un impresa impossibile ma la Regione ha confermato l’intenzione di sostenere il turismo fino a quando non sarà possibile ritornare alla normalità.

Intanto a Pasquetta in Sardegna resteranno aperte solo le farmacie e le parafarmacie, come prevede l'ordinanza firmata ieri dallo stesso Solinas, che dispone dunque, come richiesto nei giorni scorsi dai sindacati, la chiusura dei supermercati. Così come avverrà per la giornata di Pasqua. La decisione della Regione è stata accolta con soddisfazione dal segretario generale della Uil Tucs Sardegna, Cristiano Ardau. «La delibera regionale n° 18, dove si dispone la chiusura di tutte le attività commerciali per il Lunedì dell'Angelo, è necessaria all'interno della azioni di profilassi sanitaria che la Regione sta adottando per la lotta alla diffusione del virus. Non è questo il momento di valutare se è opportuno o meno il lavoro festivo nel settore commercio ma di certo gli addetti del settore potranno godere di una giornata di riposo in più e poter stare in famiglia. Il settore sta attraversando un periodo complicato – continua Ardau – fatto di grandi carichi di lavoro dovuti alle extra vendite ma anche di futuri ammortizzatori sociali per le aziende del settore alimentare che oggi non possono più contare sulla clientela fidelizzata per il blocco della mobilità intercomunale; da un lato aziende con incrementi del fatturato del 400 per cento e dall'altra contrazioni del 50 per cento. I lavoratori del commercio continuano con abnegazione e coraggio a prestare servizio nonostante in alcune aziende le condizioni di protezione dal contagio sono ancora da perfezionare, con il malcostume di alcuni clienti poco diligenti che si recano a fare la spesa più volta al giorno come scusa per uscire, che non aiuta».

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