La Nuova Sardegna

La grande delusione dei librai: «Speriamo sia solo un rinvio»

di Giovanni Bua
La grande delusione dei librai: «Speriamo sia solo un rinvio»

Addis, Koinè di Sassari: «Lo stop a poche ore dell’apertura mostra poco rispetto» «Sarebbe potuto essere il primo passo del progetto di rinascita della Sardegna»

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SASSARI. Guanti, mascherine e gel erano già pronti. Le discussioni, a volte roventi, nelle chat archiviate. E la modalità “eroe” selezionata. Perché l’idea che la cultura fosse stata finalmente considerata bene essenziale per nutrire le menti, era un sogno che si realizzava per tutti. E che tutti spingeva all’atto di coraggio: alzare le serrande delle proprie librerie. L’appuntamento era per ieri mattina e alla fine tutti avevano aderito.

Poi la doccia fredda, poche parole pronunciate dal governatore in conferenza stampa, nemmeno colte dai più. Il dubbio che inizia a serpeggiare lunedì a tarda sera. E, ieri mattina alle 9, l’ordinanza pubblicata nel sito della Regione: «Tutto chiuso. È ancora troppo presto. Si vedrà». «Sì è stata una doccia gelata – racconta Aldo Addis – inattesa e ingiusta. Sia chiaro, soprattutto in questo periodo, le regole si rispettano. Ma non senza discutere perché, per fare ripartire la nostra Sardegna, c’è necessità di discutere, e molto».

Lui, oltre che fondatore della storica libreria Koinè di Sassari, è anche vicepresidente e coordinatore per il sud Italia e coordinatore regionale dell’Associazione librai, e presidente di Liberos. E, le ultime ore prima di rialzare le serrande, le aveva dedicate proprio a parlare con i colleghi di tutta Italia, tra confronti e qualche scontro. «Non tutti capivano la portata del fatto che i libri fossero stati considerati un bene essenziale, che fosse stata finalmente riconosciuta la valenza sociale della libreria. È sempre stata una nostra battaglia, e l’averla vinta ci avrebbe permesso di affrontarne e superarne altre. Alla fine però eravamo d’accordo. E l’entusiasmo aveva preso il posto di dubbi e legittime paure».

Entusiasmo non certo per un vantaggio economico, minimo, se non inesistente: «Non scherziamo – spiega Addis –. Non saranno certo tre o quattro clienti a salvare il nostro settore che, come tutta la filiera dell’editoria, ha bisogno di importanti sostegni. Anzi, la perplessità di molti era che riaprire, di fatto per pochi clienti, ci avrebbe escluso dagli aiuti». Ma entusiasmo perché si diventava simbolo: «Di un primo passo – sottolinea Addis – di un progetto di rinascita. Portato avanti da un settore che sta imparando molto da questa emergenza, che sta provando ad aiutarsi da solo collaborando con le edicole, mettendo in piedi un servizio di consegne a domicilio per certi versi più efficiente di quello di Amazon. Che era pronto, insieme alla prima linea di chi fornisce i “beni essenziali” a sperimentare forme di resilienza che aiutino tutti gli altri». Entusiasmo sostituito da una grande delusione. «Dispiace – spiega Addis – per la mancanza di rispetto per tutta la categoria. La comunicazione ufficiale di fatto non ci è mai arrivata. Quella ufficiosa ha iniziato a circolare dopo le 23 di lunedì, con noi che poche ore dopo eravamo pronti a riaprire. La Regione è libera di fare le sue valutazioni, ma visto che il Dpcm nazionale era di venerdì non capiamo perché si è attesa l’ultima ora utile». Nel merito poi delle scelte di Solinas: «Prima la salute – sottolinea Addis – sia chiaro. Non giudico scelte che non mi competono. Anche se non posso non notare che abbiamo ordinanze più restrittive di Lombardia e Veneto, anche se è evidente che la nostra situazione non sia nemmeno paragonabile alla loro. C’è però un altro punto che mi preme sottolineare: la Sardegna può diventare un laboratorio nazionale, il luogo in cui si riprende a vivere, con prudenza, selezione, maturità e coraggio. E le librerie potevano essere il primo passo in questa strada che dobbiamo avere la determinazione di percorrere. Spero che sia un passo solo rinviato. Comunque sia noi eravamo e siamo pronti. A riaprire le nostre librerie, e a nutrire le menti e i cuori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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