La Nuova Sardegna

L’estate sicura e verde nel Golfo dell’Asinara

di Giovanni Bua
L’estate sicura e verde nel Golfo dell’Asinara

Gli operatori turistici del Consorzio: recuperare la stagione salvaguardando la salute dei clienti

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SASSARI. Ambiente, pulizia, zero stress, per un’estate “Safe&Green”. Da Stintino a Castelsardo, passando per Sassari, Porto Torres, Sorso e Sennori, il Golfo dell’Asinara si prepara a ritornare in pista per la Fase 2. E lo fa prima di tutto con una comunicazione rassicurante e positiva, basata sul claim «Golfo dell'Asinara Safe&Green», ma anche con una serie di proposte messe sul piatto dal presidente del consorzio turistico Gianni Russo, che si fa portavoce degli operatori per i quali «la salute dei clienti è la priorità».

La posta in gioco e massima. «Abbiamo parlato – spiega Russo – con operatori turistici, della ristorazione e del catering, raccogliendo notizie disarmanti e sconforto generale. Tutti, infatti, si sono visti cancellare le prenotazioni alberghiere già pervenute in precedenza, progetti di ricevimenti matrimoniali, conviviali e buffet. Tutto azzerato. La forza lavoro è stata messa in cassa integrazione, ma, ad oggi, non hanno ancora ricevuto niente. Si parla di un giro d'affari considerevole che trascina con sé in negativo, tutto l'indotto ad esso collegato: agro-alimentare, artigianato e servizi per svariate centinaia di milioni di euro. Anche l’occupazione è destinata al tracollo. E la preoccupazione maggiore è legata all'incertezza sulla data di una possibile, auspicata e desiderata fine di questo incubo mondiale».

Ma, nonostante lo sconforto, numerose sono state le proposte, le idee, le richieste «che il Consorzio fa proprie – continua Russo – da sottoporre alle istituzioni, alla politica locale ed agli enti preposti, per aiutarli a resistere finché non sarà possibile, per quanto difficile, un ritorno alla normalità».

«Vogliamo garantire alle persone una vacanza tranquilla, serena, sicura, in un luogo accogliente e di gran valore ambientale - spiega il presidente del consorzio Golfo dell’Asinara -. Per riuscirci anche i territori dovranno fare la loro parte dovremo identificarci come destinazione salubre e salutare, “Safemark” e “Safereputation” e questi sentimenti faranno da attrattore fondamentale per la costruzione di nuovi progetti turistici di destinazione. Stavolta, la nostra condizione di insularità costituirà un privilegio, una opportunità per definire e facilitare nuove procedure di controllo, verifica e garanzia di un sano e corretto afflusso di turisti. E questo impone nuovi progetti turistici di destinazione».

Servirà la “complicità” anche delle pubbliche amministrazioni. Da qui una serie di richieste: «Meno oneri fiscali, stop ai tributi, credito d’imposta sugli affitti, contributi a fondo perduto, finanziamenti a lungo termine a tasso agevolato, azzeramento della burocrazia, accesso facilitato ai bandi regionali, proroga dei pagamenti, abbattimento dei costi di trasporto, investimenti regionali, comunicazione mirata, via l'imposta di soggiorno, sì a un premio».

Ma il grosso del lavoro spetterà agli operatori aderenti al Consorzio. «Proponiamo la sottoscrizione e l’adozione di un regolamento e un protocollo sanitario che prevede il rispetto delle disposizioni dell'Oms, dello Stato, della Regione e dei Comuni», avverte Gianni Russo.

«Chi ci sta avrà una certificazione che fornirà ulteriori garanzie ai turisti, ma per sostenere i costi della certificazione serviranno fondi pubblici - precisa -. Anche se siamo preoccupati per quel che ha prodotto la pandemia noi ci stiamo preparando, abbiamo fiducia e siamo soddisfatti dello spirito di collegialità che la situazione ha generato fra le imprese, ma anche dell'attenzione riservata dagli amministratori pubblici ai problemi del comparto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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