La Nuova Sardegna

Coronavirus in Sardegna, contro il caro prezzi in campo i forestali

di Umberto Aime
Coronavirus in Sardegna, contro il caro prezzi in campo i forestali

Solinas, controlli nei market. Lunedì prime riaperture, via alla fase 2

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CAGLIARI. Gli sciacalli vanno e saranno messi al bando. Chi ha approfittato della pandemia per aumentare i prezzi, soprattutto dei beni di prima necessità, finirà nei guai. «È inammissibile che ci sia stato questo accanimento», sono state le parole dure del governatore Christian Solinas all’inizio del consueto punto stampa. Ora basta. «Non possiamo permettere che i sardi oltre al danno, l’essere rimasti chiusi in casa per molte settimane, subiscano anche la beffa di questi rincari ingiustificati e aggiungerei offensivi», ha proseguito. In questi giorni, sarebbero state diverse le segnalazioni di listini lievitati all’improvviso sugli scaffali, durante l’emergenza e la clausura sociale. «Le filiere alimentari rimaste aperte – è stato un altro passaggio della requisitoria – non hanno certo diminuito il fatturato. Anzi, hanno aumentato le vendite. Allo stesso tempo le forniture sono state continue e quindi non ci può essere alcuna giustificazione». Quella del governatore non è stata solo una denuncia al vento: «Sto valutando, con il rappresentante del Governo in Sardegna, di emettere un’ordinanza per consentire anche al Corpo forestale di effettuare controlli a campione nelle strutture commerciali e sanzionare pesantemente quanti potrebbero aver speculato sull’emergenza coronavirus». Per chiudere, questo capitolo, così: «Saranno ispezioni molto severe» ed è stato questo il suo anatema finale lanciato contro gli sciacalli.

Count down. Lunedì 27 aprile comincerà la fase 2, quella della ripartenza. Solinas, ad esempio, non rinnoverà l’ordinanza con cui finora ha tenuto ancora chiusi negozi d’abbigliamento per bambini, cartolerie, librerie e studi professionali, nonostante una settimana fa fosse arrivato il via libera del Governo. «Ora – ha detto il governatore – ci sono le condizioni per un’uscita ordinata e prudente dalla fase 1». Certo, rimarranno tutte le prescrizioni (mascherine, guanti e distanza di un metro) ma diverse serrande potranno essere tirate di nuovo su da un bel po’ di commercianti. Poi il secondo step dovrebbe scattare lunedì 4 maggio, ma molto dipenderà da quanto deciderà il Governo fra pochi giorni. «Aspettiamo il nuovo decreto di Palazzo Chigi – ha sottolineato Solinas – Noi ci atterremo a quello ma dopo aver ascoltato anche il parere del nostro Comitato scientifico». È quindi molto possibile che fra nove giorni il ritorno alla normalità possa essere salutato come la fine dell’isolamento: sarà una liberazione. Infatti, confermata dallo stesso governatore, è allo studio una lunga lista di attività commerciali e manifatturiere, a cominciare dalle botteghe artigianali, che potrebbero riaprire il 4 maggio. «Però attenzione – ha ribadito Solinas – non ci saranno azzardi. Imporremo, così come farà il Governo, percorsi e protocolli che comunque garantiranno la sicurezza sanitaria al massimo livello per tutti i cittadini. Ha aggiunto: «Valuteremo, sempre con scrupolosa attenzione, anche se revocare o meno l’ordinanza che vieta i trasferimenti da un Comune all’altro. Però, in questo caso, la prima parola spetterà comunque al Governo». Perché, ha proseguito, «dobbiamo scongiurare, in ogni caso, il rischio che ci sia un’altra ondata di contagi». Se ci dovesse essere, sarebbe una mazzata.

Porti e aeroporti. Fino a domenica 3 maggio rimarranno chiusi, o operativi al minimo come lo scalo di Cagliari. «La prossima settimana – ha detto il governatore – cominceremo a valutare quando e come far ripartire i trasporti. In questi mesi, abbiamo visto quanto sia stato decisivo il blocco su larga scala di arrivi e partenze, per bloccare sul nascere la circolazione del virus. Sulle porte d’ingresso in Sardegna, quindi, ogni decisione dovrà essere ponderata». Anche se ormai è confermato che quando si ritornerà alla fase “viaggi in libertà” continueranno a esserci i controlli severi sulla temperatura corporea, attraverso i termoscanner, negli scali di partenza e arrivo. Poi il resto delle prescrizioni per i passeggeri dipenderà da come saranno organizzati gli imbarchi su aerei e traghetti. Tra l’altro, in questi giorni, è stato ipotizzato da giugno in poi l’obbligo del passaporto sanitario per chi sbarcherà in Sardegna. Uno dei documenti indispensabili, se si vorrà ottenere il lasciapassare, potrebbe essere quello con cui il passeggero dovrà dimostrare di essersi sottoposto al test anti-Covid almeno due settimane prima dell’imbarco.

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