Mercato immobiliare giù in Sardegna, disastro per le case al mare

Prezzi delle compravendite in calo, affitti in rialzo e il trend può accentuarsi. Brundu, Key Estate: male la prima casa. Ghiani, Vacanze In: tutto fermo in Gallura

SASSARI. Prezzi degli immobili in vendita in ribasso (-0,9%), affitti in rialzo (+1,7%). Questi i numeri del mercato immobiliare sardo nel primo trimestre 2020 secondo i dati dell’osservatorio di Immobiliare.it, confermati dalle agenzie specializzate dell’isola. Quadro condizionato all’emergenza Covid, con un profondo rosso per quanto riguarda le case in affitto ai turisti e una marea di disdette per l’estate, in assenza di indicazioni su ciò che sarà consentito fare dopo la fine del lockdown.

Un mercato a due velocità, quello dell’isola. In generale a marzo, per comprare casa la richiesta media era di 1.925 euro al metro quadro, mentre per gli affitti il canone medio era di 8,18 euro al metro quadro, dicono ancorale tabelle di Immobiliare.it

Sara Brundu, della sassarese Key Estate: «Il trend era già questo prima dell’era Covid: le persone con finanziabilità si erano già ridotte e il fatto che ci siano poche case di buon livello in circolazione fa si che se ne hai una alzi il prezzo, questo è il meccanismo. Le previsioni dicono che nel dopo Covid ci sarà un calo del 3-5% dei prezzi, e del 7-8%delle vendite a livello nazionale, con 40mila transazioni circa in meno. Secondo me alla fine soffrirà davvero il mercato della prima casa, perché in questo momento i mutui sono scesi e alla fine le altre transazioni non dovrebbero risentire, anche perché la paura di una possibile patrimoniale potrebbe spingere verso l’investimento nel mattone. Il dipendente con stipendio basso che è rimasto in cassa integrazione mentre stava per acquistare un immobile entro i 130mila euro, questo è il prototipo del cliente mancato».

Il turistico già stava soffrendo tanto (a parte quello più residenziale, cioè la villa acquistata ad esempio da stranieri benestanti, non preoccupati dall’emergenza coronavirus), spiega la Brundu. «Ma le classiche case al mare stanno facendo registrare tante disdette – dice – Non per agosto, per quel periodo ancora ci sono speranze di poter riuscire a venire in Sardegna. Giugno e quasi tutto luglio sono andati. Stintino era già una tragedia da prima. Alghero va sempre, è pur sempre una cittadina, con prezzi in leggero calo, anche se il turistico chiaramente è bloccato dall’emergenza». I prezzi degli affitti comuni, invece, secondo la titolare di Key Estate andranno sempre, e in salita ulteriore. «Ad esempio a Sassari, città universitaria, ci sono molte case arredate alla buona, perché tanto vanno agli studenti. Le poche ben arredate costano: minimo 600 euro per due letto. E durano 2 giorni in agenzia».

Situazione difficile anche in Gallura nel sempre appetitoso mercato delle case al mare. «Siamo bloccati con gli affitti per l’estate – dice Cinzia Ghiani, titolare dell’agenzia Vacanze In, a Santa Teresa – è tutto fermo a metà febbraio, da quando è scoppiato il problema. I clienti, non conoscendo come sarà il futuro, sono in stand-by. Mi sono confrontata con altri colleghi per capire come provare a invogliare il mercato: nessuno ha più ricevuto prenotazioni, la gente ha altri problemi che quello delle vacanze. E ora cominciano ad arrivare le disdette».

Da considerare che la clientela tipo del nordest sardo – sottolinea la Ghiani – è del centro nord, cioè vive in zone particolarmente colpite dall’emergenza e non sa cosa potrò fare, che restrizioni avrà. «La Sardegna è doppiamente penalizzata in questo mercato – spiega – per via dei viaggi. C’è preoccupazione, oltre che per i costi, su come arrivare, sulle limitazioni imposte, su aerei e navi, dato che qui non puoi arrivare in altro modo. Giugno è compromesso, per luglio e agosto stiamo cercando di temporeggiare, di predicare pazienza in attesa di indicazioni». Ma per ora il quadro è fosco.

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