Aeroporti sardi senza un euro e il traffico cola a picco

L'accusa dei manager delle società di gestione: dalla Regione soltanto promesse

SASSARI. Il nulla oltre le chiacchiere. Grandi sorrisi e massima disponibilità a collaborare ma poi il deserto. Cioé, neanche un euro per provare a dare la scossa a un comparto – quello dei trasporti aerei – messo in ginocchio dall’emergenza Covid e al quale si lega l’intero piano di rilancio della stagione turistica e dell’economia dell’isola. «Perché i viaggiatori innanzitutto in Sardegna devono arrivare, per poi ripopolare gli hotel, i ristoranti e le spiagge. È ovvio che se non riusciamo a portarli qui crolla l’intero sistema». Renato Branca, amministratore delegato della Soager, la società di gestione dell’aeroporto “Mario Mameli” di Cagliari-Elmas, scorre il calendario all’indietro. «A metà aprile, ancora in pieno lockdown, abbiamo chiesto alla Regione un sostegno economico. All’inizio di maggio, quando si parlava di fase 2, abbiamo ribadito l’istanza. In ogni occasione siamo stati rassicurati ma non è successo nulla. I tre scali sardi non hanno ricevuto alcun incentivo economico per fronteggiare i costi e per favorire la ripresa del traffico aereo. Altre regioni, come la Toscana e la Sicilia, hanno stanziato rispettivamente 20 e 25 milioni di euro: la Sardegna zero. E le spese per noi, in una situazione finanziaria già delicatissima, sono aumentate».

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