Province, strappo dei Riformatori
La riforma degli enti locali passa in commissione Bilancio ma Cossa vota contro
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CAGLIARI. Il ritorno delle Province fa un altro passo avanti, anche se con più di un contraccolpo nel centrodestra e più di un dubbio sul costo della riforma. La commissione bilancio del Consiglio regionale a maggioranza ha detto sì alle due Città metropolitane, Cagliari e Sassari, e all’autonomia della Gallura, del Sulcis-Iglesiente, dell’Ogliastra e del Medio Campidano, oltre a quella scontata delle Province di Nuoro e Oristano. Ora la parola passerà alla commissione riforme, che dovrà votare il testo definitivo della proposta di legge, forse entro il mese, e poi consegnarlo nelle mani del Consiglio regionale per il voto finale, ipotizzato a novembre.
Doppio strappo. Nella maggioranza di centrodestra sono stati due. Il primo è che Michele Cossa dei Riformatori, partito della coalizione guidata da Chistian Solinas, ha votato contro la riforma. Non poteva che essere così: proprio il movimento dei Riformatori, nel 2012, era stato fra i promotori del referendum per l’abolizione delle Province regionali, come quella della Gallura, poi sostenuto da una valanga di sì. Il secondo strappo, invece, è stato meno politico e più tecnico. Nonostante il voto favorevole, la commissione bilancio, presieduta da Valerio De Giorgi, ha contestato alla Giunta di non aver quantificato i maggiori costi, saranno inevitabili, a causa della rinascita delle Province. E infatti in coda al parere i commissari hanno aggiunto diverse osservazioni. Una su tutte: gli assessorati al bilancio e agli enti locali dovranno stimare quanto le Province dovrebbero pesare sui conti della Regione. È possibile ma non è detto che questo vuoto finanziario sia colmato dalla Giunta prima che la riforma sia votata dall’Aula.
Gli schieramenti. In commissione bilancio, oltre Michele Cossa, a votare contro la riforma sono stati Massimo Zedda dei Progressisti e Michele Ciusa del Movimento Cinque stelle. Il centrodestra, seppure senza i Riformatori, s’è schierato compatto a favore della nuova mappa: da Forza Italia al Psd’Az, dalla Lega al gruppo Udc-Cambiamo. Astenuti il Pd e Liberi Uguali.
Il prossimo passo. Nonostante le evidenti fibrillazioni nella maggioranza di centrodestra, a fine mese la proposta di legge dovrebbe ottenere il lasciapassare – sempre a maggioranza – della commissione riforme, presieduta dal leghista Pierluigi Saiu. Il vero scontro, però, si consumerà a novembre in aula, anche se da sempre la riforma degli enti locali è sostenuta da un già robusto partito trasversale.
Doppio strappo. Nella maggioranza di centrodestra sono stati due. Il primo è che Michele Cossa dei Riformatori, partito della coalizione guidata da Chistian Solinas, ha votato contro la riforma. Non poteva che essere così: proprio il movimento dei Riformatori, nel 2012, era stato fra i promotori del referendum per l’abolizione delle Province regionali, come quella della Gallura, poi sostenuto da una valanga di sì. Il secondo strappo, invece, è stato meno politico e più tecnico. Nonostante il voto favorevole, la commissione bilancio, presieduta da Valerio De Giorgi, ha contestato alla Giunta di non aver quantificato i maggiori costi, saranno inevitabili, a causa della rinascita delle Province. E infatti in coda al parere i commissari hanno aggiunto diverse osservazioni. Una su tutte: gli assessorati al bilancio e agli enti locali dovranno stimare quanto le Province dovrebbero pesare sui conti della Regione. È possibile ma non è detto che questo vuoto finanziario sia colmato dalla Giunta prima che la riforma sia votata dall’Aula.
Gli schieramenti. In commissione bilancio, oltre Michele Cossa, a votare contro la riforma sono stati Massimo Zedda dei Progressisti e Michele Ciusa del Movimento Cinque stelle. Il centrodestra, seppure senza i Riformatori, s’è schierato compatto a favore della nuova mappa: da Forza Italia al Psd’Az, dalla Lega al gruppo Udc-Cambiamo. Astenuti il Pd e Liberi Uguali.
Il prossimo passo. Nonostante le evidenti fibrillazioni nella maggioranza di centrodestra, a fine mese la proposta di legge dovrebbe ottenere il lasciapassare – sempre a maggioranza – della commissione riforme, presieduta dal leghista Pierluigi Saiu. Il vero scontro, però, si consumerà a novembre in aula, anche se da sempre la riforma degli enti locali è sostenuta da un già robusto partito trasversale.
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