La Nuova Sardegna

[EMPTYTAG]La P.A. accelera Smart working per 500.000 persone

Il Governo punta ad alzare l'asticella per la percentuale dei lavoratori della pubblica amministrazione con attività realizzabili da remoto dal 50% al 70%, un livello che potrebbe significare,...

2 MINUTI DI LETTURA





Il Governo punta ad alzare l'asticella per la percentuale dei lavoratori della pubblica amministrazione con attività realizzabili da remoto dal 50% al 70%, un livello che potrebbe significare, secondo stime sindacali, mettere in smart working al massimo 500.000 persone. I sindacati continuano a chiedere di contrattualizzare il lavoro da remoto e di chiarire amministrazione per amministrazione, quali sono le attività che si possono fare da remoto e quelle che necessitano la presenza in ufficio. Ci sono comunque moltissime attività che non possono essere fatte da casa a partire da quelle che riguardano la scuola dato che la didattica a settembre è ripresa in presenza (salvo rotazioni al liceo con la didattica a distanza e i casi di alunni o professori positivi) e la sanità ma anche tutto il comparto della sicurezza. «Il Governo - afferma il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri - contrattualizzi lo smart working e favorisca il rientro dei lavoratori della Pubblica amministrazione al lavoro garantendo la sicurezza negli uffici»: Il Governo su questo tema, aggiunge, «è superficiale» perché non affronta il vero tema. «Noi siamo perché i lavoratori rientrino tutti al lavoro, in piena sicurezza. I criteri della sicurezza devono essere quelli previsti per il lavoro privato». Su 3,2 milioni di lavoratori pubblici ci sono 1,2 milioni nell'istruzione e nella ricerca, mentre 648.000 sono impegnati nella sanità e oltre 500.000 sono le forze armate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il messaggio inquietante

Sul muro la scritta “Paga i buffi”, poi gli incendiano casa e due auto

di Daniela Deriu
Le nostre iniziative