Féminas, donne normali capaci di cose eccezionali

Determinazione e capacità: le sette protagoniste della 4ª edizione del premio

SASSARI. Dalla fotoreporter internazionale alla perita del settore minerario, dalla pioniera dello sport alla prima donna questore dell’isola, ma anche la parrucchiera che ha vinto la disabilità, la scienziata del Cern e la titolare di un agriturismo identitario. Sette storie forti e bellissime, storie di donne che hanno contribuito al progresso della loro terra nei più svariati settori e che parlano di una Sardegna capace di andare oltre gli stereotipi. Le ha regalate la quarta edizione di Feminas, premio organizzato dalle imprenditrici agricole di Coldiretti Donne Impresa capeggiate dalla responsabile regionale Elisabetta Secci. La cerimonia ieri alla Nuova Sardegna in forma contingentata per il Covid.

«La donna sarda – dice Secci – ha sempre gestito la famiglia dal punto di vista manageriale, si è man mano ritagliata uno spazio sempre più ampio e migliaia di aziende agroalimentari sono condotte da donne, particolarmente attente all’aspetto del km zero e a quello dell’accoglienza». In sala presidente e direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba, e il dg del Banco di Sardegna Giuseppe Cuccurese. In collegamento video Floriana Fanizza, Donne impresa nazionale.

L’Intrepida, la Temeraria: erano alcuni degli appellativi che si meritò la 90enne algherese-sassarese Carmen Usai quando negli anni 50 fu la prima donna pilota sportiva, per poi emergere in qualunque disciplina, lanciando diversi sport come pattinaggio e pallamano, con risultati di livello internazionale. Il tutto vissuto senza soffermarsi a pensare («solo ora mi sto rendendo conto di quello che ho fatto». A lei è andata la targa della categoria Sport. Nella Comunicazione invece è stata scelta la fotoreporter Elisabetta Loi, nata in Ogliastra, a Elini, che lavorerà per riviste e agenzie di tutto il mondo e sarà capace di vincere le dure sfide della vita (si ammalò di tumore) lasciandosi coinvolgere nella difficile e affascinante esperienza in Afghanistan al seguito dell’esercito italiano e trasformando «lo sgambetto che la vita mi ha fatto in un’opportunità di crescita». Valentina Zurru, perita mineraria di Iglesias, definita “donna Alfa”, ha meritato il premio Pari opportunità: addetta al cosiddetto bullonamento, il sostegno delle strutture delle gallerie, ha raccontato della diffidenza di un ambiente al maschile e di come «sono riuscita a guadagnarmi la fiducia in un ruolo di grande responsabilità: là sotto non si può sbagliare».

La sassarese Giusy Stellino, premio Istituzioni, ha detto tutto con la frase «ho sposato la Polizia»: dalla Volante a Milano, alla Dia a Roma, la guida della squadra mobile di Sassari, quindi prima donna questore nell’isola, a Oristano: «Importante fare squadra, noi dobbiamo essere visti come un esempio» ha affermato. «Le donne vanno “scaraventate” in prima linea – ha detto il direttore della Nuova, Antonio Di Rosa – e il mio auspicio è che occupino sempre più ruoli chiave».

Per l’agricoltura il riconoscimento è andato a Rita Pirisi, che 30 anni fa lasciò la sua Fonni, portandosi dietro l’eredità di una cultura matriarcale che è alla base della società isolana («manderei al governo una donna fonnese») e aprendo ad Alghero un agriturismo di successo, “Sa Mandra”, inno all’identità sarda. Infine la categoria Scienze, la cui targa è andata a Giovanna Puddu, una vita tra Cagliari (prima donna ordinario in Fisica, un ruolo nella creazione dell’Infn nel capoluogo) e Ginevra, come fisico nucleare al Cern. Il suo segreto: «Si lavora bene se ci si inserisce in un ambiente», spiega. Grande emozione ha suscitato la storia della parrucchiera thiesina Cristina Pisanu: dopo aver perso gambe e mani in un incidente, non ha ceduto allo sconforto e anzi è divenuta traino per gli altri grazie alla incredibile forza, scrivendo anche un libro: «Un evento tragico – dice – non è la fine, ma un nuovo appassionante inizio». Suo il premio cultura e coraggio.



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